Numeri in crescita per Generali nei primi sei mesi dell’anno. Il Leone di Trieste ha visto l’utile netto normalizzato attestarsi nel semestre a 2,5 miliardi di euro, in crescita del 13,7%, superando le attese di consensus che erano ferme a 2,38 miliardi. Il risultato operativo è aumentato dell’11,2% a 4,505 miliardi. I premi lordi sono aumentati del 5,8% a 53,4 miliardi nel semestre, sostenuti sia dal Vita (+5,5%) sia dal Danni (+6,3%). Nel Vita la raccolta netta ha toccato il record semestrale di 8,3 miliardi, in aumento del 33,9%. Il risultato operativo è cresciuto dell’8,8% a 2,19 miliardi e il valore della nuova produzione del 21,1% a 1,89 miliardi. Nel Danni i premi sono saliti a circa 20 miliardi e il risultato operativo a 2,14 miliardi, con un incremento del 4,7%. Il Combined Ratio è sceso di mezzo punto al 91,5%, soprattutto per il maggiore impatto delle catastrofi naturali, salito dall’1,7% al 3,6 per cento. Spicca il balzo in avanti dell’Asset & Wealth Management, il cui risultato operativo è aumentato del 31,3% a 735 milioni. L’Asset Management ha segnato +17,3% a 334 milioni, mentre il contributo di Banca Generali è migliorato del 45,8% a 401 milioni. Gli asset under management complessivi del gruppo hanno raggiunto 944 miliardi, il 4,9% in più rispetto a fine 2025.
Donnet: “Tutelare indipendenza del gruppo”
“Gli eccellenti risultati del Gruppo dimostrano l’ottimo progresso del nostro piano ‘Lifetime Partner 27: Driving Excellence’, grazie alla performance molto solida di tutti i segmenti”, ha commentato il ceo di Generali, Philippe Donnet. In merito al risiko bancario che indirettamente coinvolge Generali, Donnet si è limitato a dire che ciò che conta davvero è che Generali “è una realtà indipendente, internazionale, una storia di successo italiana” e che “per tutelare l’indipendenza e l’integrità del gruppo, tutte le implicazioni per il nostro business e per il contesto competitivo in cui operiamo devono essere valutate con la massima attenzione e cura anche da parte di tutte le Autorità competenti italiane ed europee”.
Buyback da 500 mln
Il gruppo assicurativo triestino ha deciso di avviare il piano di buyback in esecuzione della delibera dell’assemblea degli azionisti del 23 aprile scorso, che ha autorizzato l’acquisto di azioni ordinarie della società per un esborso complessivo massimo di 500 milioni di euro, entro e non oltre 18 mesi dalla delibera assembleare. Il numero di azioni oggetto di tale acquisto non potrà eccedere il 2% del capitale sociale.
© Riproduzione riservata