Si prospettano mesi di nuovi rincari per effetto del conflitto in Medio Oriente. L’annuncio del presidente americano Donald Trump di una vera e propria guerra economica contro l’Iran apre un nuovo fronte di preoccupazione. Alle tensioni nell’area del Golfo si aggiunge ora una escalation economica e commerciale, con ripercussioni sui mercati internazionali e, a cascata, sui prezzi pagati dai consumatori. Lo sostiene il Codacons, lanciando un allarme stangata, dopo le parole di Trump, che ha annunciato un isolamento economico senza precedenti dell’Iran e pesanti conseguenze anche per i Paesi e i soggetti che continueranno a sostenere Teheran.
Ieri in un post sui social Trump ha scritto: “Oggi annuncio l’OPERAZIONE ECONOMICA PIÙ DEVASTANTE MAI INTRAPRESA CONTRO QUALSIASI PAESE! Questa sarà una guerra economica e un isolamento su una scala senza precedenti”. Il prsidente ha affermato che la campagna di pressione si estenderà ai partner commerciali dell’Iran, avvertendo che “QUALSIASI Paese che permetta alle proprie istituzioni finanziarie, imprese, aeroporti o enti governativi di fornire qualsiasi tipo di sostegno all’Iran dovrà affrontare ENORMI conseguenze economiche”.
Da quando è iniziato il conflitto in Medio Oriente ad oggi, il tasso di inflazione in Italia è aumentato di 1,2 punti percentuali, passando dal +1,7% di marzo al +2,9% registrato nell’ultimo dato di luglio, con un picco oltre il 3% a maggio, a causa soprattutto della corsa dei prezzi del petrolio e del gas.
“In una situazione già estremamente delicata sul fronte energetico, una nuova instabilità può tradursi in aumenti per carburanti ed energia e, attraverso trasporti e logistica, trasferirsi sui prezzi di beni e servizi”, sottolinea il Codacons.
Particolarmente delicato resta il nodo dello Stretto di Hormuz, arteria strategica per gli approvvigionamenti energetici mondiali. Nuove difficoltà nei traffici energetici potrebbero esercitare ulteriori pressioni sulle quotazioni del petrolio e sui costi del trasporto, con conseguenze dirette anche per l’Italia. Uno scenario che rende ancora più concreto il rischio di rialzi alla pompa e, in caso di ulteriore deterioramento della crisi, di vedere il gasolio avvicinarsi alla soglia dei 3 euro al litro.
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