La Commissione Europea ha lanciato l’Affordable Housing act, il regolamento per dare la linea agli Stati sulla stretta contro gli affitti brevi. Con norme particolarmente draconiane: nelle aree sotto stress abitativo, come quelle turistiche, sarà possibile vietare le locazioni brevi e addirittura l’acquisto di terreni e seconde case.
Nello specifico, per definire le aree sotto stress abitativo gli amministratori dovranno verificare se il rapporto prezzo medio di vendita è pari ad almeno otto anni di reddito disponibile pro capite; se il rapporto tra prezzi e redditi è aumentato negli ultimi dieci anni; e se, senza l’intervento previsto, è improbabile che la situazione migliori nei tre anni successivi. Al di sopra di 10, la soglia è considerata sufficientemente elevata e significativa da non rendere necessario, in aggiunta, prendere in esame gli ultimi 10 anni.
Sarà comunque compito dei singoli Stati decidere se intervenire o no e come.
In Italia, tutto il centrodestra si è schierato contro la norme Ue e ha annunciato che darà battaglia a Bruxelles.
Fratelli d’Italia
Coro di critiche da Fratelli d’Italia: “La bozza sull’Affordable Housing Act stilata dalla Commissione rischia di trasformare il principio giuridico dell’inviolabilità della proprietà privata che è un principio transnazionale e riconosciuto in tutte le democrazie occidentali. Non è certo introducendo limiti e prescrizioni che si combatte l’overtourism e si favorisce la residenza nei centri storici. Le seconde case quando vengono messe a reddito costituiscono un’ importante risorsa economica delle famiglie che soltanto attraverso queste entrate riescono a fronteggiare i costi passivi dell’abitazione principale e secondaria. Quest’ultima spesso è ereditata e piuttosto che fronteggiare i rischi di inquilini morosi si preferisce metterla a reddito. Un reddito sul quale si pagano le tasse più volte, in quanto attività ricettiva extralberghiera, pari al 22%, come Irpef, l’Imu, la Tari, oltre alla quota di intermediazione delle Ota e la quota assicurativa prevista dalla legge. Quel che resta ai singoli proprietari è davvero residuale ma sicuro. Qualsiasi intervento al livello europeo sulla casa è da rispedire al mittente perché pecca di superficialità rispetto a un’emergenza che necessita di altre risposte e non può certo ricadere sui proprietari delle seconde case”, ha detto il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.
La Lega: Follia della Von der Leyen
“Ennesimo attacco di Bruxelles alla casa, alla proprietà privata e ai risparmi degli italiani. Dopo la follia delle case green, l’Europa guidata da burocrati non eletti da nessuno torna alla carica con vincoli, restrizioni e regole calate dall’alto sugli affitti brevi. La Lega dice no: la casa è il frutto dei sacrifici di una vita e la proprietà privata non si tocca. Giù le mani dalle case degli italiani”, ha commentato il Carroccio.
Forza Italia
Anche Forza Italia si è espressa contro la misura, con Tajani che nei giorni scorsi aveva detto: “La casa è sacra e la proprietà privata va difesa. Forza Italia respinge l’ideologia dei divieti che arriva dall’Europa. Nuovi vincoli sugli affitti brevi e più restrizioni sui proprietari non risolvono l’emergenza abitativa, al contrario rischiano di ridurre ancora l’offerta. Noi abbiamo scelto la strada indicata da Berlusconi, la strada liberale: costruire, recuperare e mettere più abitazioni sul mercato”, spiega Tajani. “Già con il Piano Casa puntiamo a costruire oltre 100mila nuovi alloggi anche attraverso lo sviluppo dell’edilizia integrata e il canone calmierato per dare una risposta concreta a giovani, studenti, lavoratori e famiglie che non riescono più a sostenere i prezzi del libero mercato, ma non hanno i requisiti per accedere all’edilizia pubblica”.
I proprietari di b&b
“In Italia ad agosto 2026 sono stati registrati 510 mila annunci online con regolare Cin corrispondenti a mezzo milione di famiglie, circa 45mila imprese di property management che impiegano 150mila dipendenti. Decine di migliaia i dipendenti dell’indotto tra pulizie, manutenzioni, costruzioni, architetti, ingegneri, società di software e di servizi di ospitalità. Il provvedimento rischia di essere un vero e proprio disastro per il comparto dell’ospitalità italiana”, ha detto in una nota l’Aigab – Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi.
Secondo i gestori, gli esempi più recenti sottolineano la necessità di valutare i risultati effettivi delle misure, anziché dare per scontato che le restrizioni migliorino automaticamente l’accessibilità economica delle abitazioni. “A Barcellona, ad esempio – spiega l’Aigab – gli affitti sono aumentati del 72% al metro quadrato, nonostante il blocco delle licenze per gli affitti brevi in vigore dal 2014. Nei Paesi Baschi francesi, le restrizioni hanno determinato una riduzione di 6.000 immobili destinati agli affitti brevi sul mercato delle locazioni, mentre solo il 5% di questi è tornato sul mercato degli affitti annuali. Gli affitti brevi rappresentano l’1,2% delle abitazioni convenzionali dell’Ue, molte delle quali non saranno mai destinate alla locazione a lungo termine, come ad esempio le seconde case affittate solo occasionalmente. Considerando che il 20% delle abitazioni nell’Ue è vuoto, la priorità dovrebbe essere quella di rendere disponibile l’offerta esistente e incentivare nuove costruzioni. Al contrario, la legge limita le modalità con cui i proprietari possono utilizzare le proprie abitazioni, scoraggiando gli investimenti. La possibilità per i sindaci di procedere ingiustificato divieto generalizzato degli affitti brevi a livello cittadino è per tutto il mercato italiano, un elemento di grandissima preoccupazione” conclude l’Aigab.
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