Certi oggetti hanno la capacità di custodire un valore iconico che sfida il tempo. È il caso delle matite Giotto o del leggendario pennarello Tratto Pen. Nell’era del digitale dominata da schermi e tastiere, che potrebbe farli apparire anacronistici, questi marchi continuano ancora oggi a essere celebrati in tutto il mondo. Dietro questa forza segreta c’è la Fabbrica Italiana Lapis ed Affini, per tutti Fila. Storica eccellenza italiana della scrittura e del disegno con oltre un secolo di storia, Fila torna oggi a catturare l’attenzione non solo di studenti e appassionati d’arte, ma anche dei mercati finanziari. Merito di risultati in forte crescita e di un dividendo straordinario piuttosto generoso in arrivo. Non solo. La maggior parte degli analisti vede in Fila un titolo da mettere in portafoglio, con un potenziale di rialzo stimato intorno al 23% rispetto alle quotazioni attuali.
Un secolo di colori e marchi
Nata a Firenze nel 1920 come fabbrica di matite, Fila è oggi uno dei principali gruppi a livello mondiale nel settore degli strumenti per la creatività, la scuola, l’arte e il disegno. La sua espansione è figlia di una visione geniale e di acquisizioni mirate, che hanno creato nel tempo un mosaico di 25 marchi distribuiti in oltre 150 Paesi su cinque continenti. Tra le invenzioni che hanno fatto la storia c’è senza dubbio il Tratto Pen: la prima penna-pennarello dell’azienda ha venduto quattro milioni di pezzi in appena quattro giorni dal suo lancio, diventando un vero oggetto di culto della cartoleria, e ha persino conquistato il prestigioso premio Compasso d’Oro. Sul fronte delle acquisizioni strategiche brillano invece Adica Pongo, custode di miti come Pongo, Didò e Das, e, più recentemente, Seven, la storica azienda torinese di zaini e astucci proprietaria anche di Invicta.
Entrata a far parte del gruppo lo scorso anno, Seven ha subito impresso un’accelerazione decisiva sui conti. In un mercato globale dove la concorrenza sui prezzi è serrata – con la produzione cinese che assedia – poter contare su brand così radicati significa poter difendere meglio il proprio posizionamento. E i numeri lo dimostrano. Nel primo semestre Fila ha registrato un balzo dei ricavi del 12% a quota 343,4 milioni di euro (di cui oltre 44 milioni firmati Seven), mentre l’utile netto rettificato è salito a 37,9 milioni rispetto ai 22,5 milioni dell’anno precedente, accompagnato da un netto miglioramento dell’indebitamento. Prestazioni che confermano le stime di una crescita a doppia cifra per l’intero anno, sia in termini di fatturato che di redditività.
Questo stato di salute si traduce anche in una politica di remunerazione generosa per gli azionisti. A ottobre arriverà infatti un dividendo straordinario di 0,46 euro per azione, che va a sommarsi a quello ordinario di 0,24 euro già distribuito nei mesi scorsi. Un segnale di forza importante, seppur da inserire in una più ampia e complessa tesi d’investimento.
L’andamento in Borsa
A Piazza Affari, sul segmento Star di Borsa Italiana, il titolo si muove in una fase di sostanziale stabilità intorno ai 10,5 euro, vantando comunque un guadagno di circa il 20% negli ultimi 12 mesi. Nonostante il prossimo stacco della cedola straordinaria, che tenderà a pesare fisiologicamente sull’azione, la maggior parte degli analisti vede ampi margini ancora inespressi.
Il prezzo obiettivo medio si attesta infatti sui 12,9 euro, vale a dire un 23-24% sopra le quotazioni attuali. Ma c’è chi è ancora più ottimista. Intesa Sanpaolo fissa il target price addirittura a 14,3 euro, giudicando il titolo ancora sottovalutato alla luce dei fondamentali solidi e dell’innesto di Seven. Più cauta, invece, Intermonte, che preferisce attendere una ripresa più vigorosa della crescita organica prima di spingersi a valutazioni più elevate. I rischi, infatti, come ogni storia di Borsa, non mancano. Da monitorare in questo caso sono soprattutto la pressione sui costi alimentata dall’instabilità geopolitica e la concorrenza manifatturiera asiatica.
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