L’IA mania ha avuto tra i suoi molteplici effetti quello di trasformare un prodotto finanziario un tempo di nicchia in una delle categorie più scambiate tra gli investitori a caccia di rendimenti veloci. Gli Etf a leva, che utilizzano derivati per amplificare per due o per tre la performance di un indice o di singole azioni, hanno toccato quest’anno oltreoceano volumi giornalieri di negoziazione di circa 45 miliardi di dollari. Nel breve volgere di un anno i volumi sono aumentati del 50% sottolineando l’appetito per questi strumenti. Casi emblematici sono gli Etf a leva sui semiconduttori, come il Direxion Daily Semiconductor Bull 3X Etf che permette una scommessa aggressiva e rialzista su un portafoglio concentrato delle 30 maggiori aziende di semiconduttori quotate a Wall Street. In virtù dell’euforia sui produttori di chip IA, da Nvidia e Broadcom, passando per Micron e Tsmc, questo specifico Etf ha generato performance a tre cifre (+300%) nell’ultimo anno, ma anche dolori per chi è entrato nel momento sbagliato. Dai massimi di giugno il dietrofront è stato fino a -70%. E questo è solo uno dei potenziali rischi.
Il caso Corea
A fare proseliti sono anche gli Etf a leva su singoli titoli, con gli emittenti che spesso propongono come sottostanti titoli decisamente volatili – da Tesla a Palantir passando per Coinbase e Micron – rendendo ancora più complicato l’assunto in termini di rischiosità del prodotto se mantenuto a lungo in portafoglio. Un laboratorio estremo dei rischi degli Etf a leva è la Corea del Sud dove gli investitori retail si sono catapultati in primavera sui primi Etf a leva due su Samsung e SK Hynix, i due campioni coreani dei semiconduttori grandi protagonisti sulle Borse in questo 2026. Il boom immediato di questi prodotti ha spinto Seul a stringere le maglie su questi prodotti, imponendo depositi minimi più elevati e sospendendo temporaneamente le nuove quotazioni di Etf a leva su singole azioni finché il mercato non si sarà stabilizzato. Misure che però non hanno realmente frenato il loro utilizzo.
Volatilità
Negli Etf a leva la performance non è semplicemente il multiplo del rendimento realizzato dall’indice nel periodo di detenzione in quanto la leva viene ricalibrata ogni giorno. Un prodotto a leva due, per esempio, punta a raddoppiare la variazione della singola seduta. Se il mercato oscilla senza una direzione chiara, la successione di perdite e recuperi percentuali – applicati a basi diverse – può andare a erodere progressivamente il valore del fondo generando il cosiddetto volatility drag. Così, anche se il sottostante torna al livello iniziale dopo settimane di saliscendi, l’Etf a leva può chiudere in perdita; al contrario, un trend regolare e persistente può amplificarne il rendimento più del moltiplicatore nominale. La sottovalutazione delle distorsioni causate dal reset giornaliero è molto diffusa. «Il punto che sfugge al piccolo risparmiatore è che un Etf a leva non replica la performance a leva nel medio periodo, bensì quella giornaliera, ricalcolata su base quotidiana. In mercati volatili o laterali questo genera un decadimento che erode il capitale anche quando la view di fondo si rivela corretta: un meccanismo controintuitivo, che il nome Etf, sinonimo di semplicità e trasparenza, contribuisce a mascherare», spiega a Moneta Alessandro Capuano, head of Trading di Moneyfarm. La conseguenza è che spesso questi strumenti, pensati per essere utilizzati da investitori evoluti in ottica speculativa di breve, finiscono per attrarre chi invece è alle prime armi e cerca un rendimento e non una gestione tattica evoluta. «Un uso consapevole per esposizioni di brevissimo termine esiste, ma resta minoritario: i flussi retail sono guidati soprattutto da un tema caldo – IA, difesa, petrolio – e dal desiderio di leva “facile”, cadendo nel paradosso di scegliere lo strumento ritenuto più accessibile per fare qualcosa che richiederebbe competenze superiori alla media», ammonisce Capuano.
Ma qual’è l’identikit di chi usa i replicanti a leva? «Tendenzialmente sono gli investitori che conoscono gli Etf e che hanno una buona conoscenza dei mercati e decidono di andare a leva su singoli titoli per implementare strategie di breve periodo», spiega Costanza Mannocchi, head of Exchange Traded Products in Italia di Societe Generale, che aggiunge: «L’importante è che l’investitore capisca il funzionamento dello strumento e abbia un corretto orizzonte temporale, ossia di breve termine». Come detto, un Etf a leva replica il doppio o il triplo della variazione giornaliera dell’indice facendo reset alla fine di ogni seduta. Su una singola giornata la promessa è rispettata; su più sedute il risultato dipende invece dal percorso dei prezzi. Se l’indice perde il 10% e poi recupera l’11,1%, torna al punto di partenza; il 2x giornaliero chiude quei due giorni a -2,2%, il 3x a -6,7%. Nei trend regolari, al contrario, la leva rende più di quanto suggerisca la moltiplicazione: venti sedute consecutive a +1% portano l’indice a +22% e il 2x a +48,6%, contro il +44% lineare.
La leva premia la direzione e punisce l’oscillazione. C’è poi l’aspetto dei costi, con il Ter di questi Etf che in media i aggira intorno all’1%. «Al costo corrente del prodotto va poi aggiunto il costo di finanziamento della leva, agganciato ai tassi a breve, che erode il rendimento netto anche quando l’indice sale», asserisce Lorenzo Demaria, country manager Italia di justETF, che indica alcuni specifici impieghi difendibili di questi prodotti: «Una posizione tattica di dimensione contenuta, con una regola di uscita scritta prima di entrare; una copertura temporanea, con prodotti short o inverse, per ridurre l’esposizione senza smontare il portafoglio; un aumento controllato della leva complessiva di portafoglio, per esempio affiancando alla componente “mondo” un’analoga esposizione a leva, per alzare marginalmente rendimento atteso e rischio in modo coerente». In Borsa Italiana nei primi 8 mesi dell’anno il controvalore negoziato sugli Etf a leva ha raggiunto i 20,2 miliardi di euro, superando già il totale scambiato nel 2025, con oltre 2,4 milioni di contratti eseguiti.
© Riproduzione riservata