Wall Street continua a macinare record su record sotto la spinta dei suoi giganti tecnologici. Da inizio anno l’indice S&P 500 segna un progresso di oltre il 13 per cento, dando seguito alla striscia di rialzi annui a doppia cifra della Borsa di New York che va vanti dal 2023, ossia da quando la rivoluzione ChatGpt si è affacciata innescando investimenti da capogiro. Dietro la corsa dei listini non c’è però soltanto l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. La nuova stagione delle trimestrali è infatti attesa confermare l’ottimo stato di salute del corporate a stelle e strisce. Per il terzo trimestre, stando ai dati Factset, la crescita dell’utile per azione (Eps) dell’S&P 500 è stimata al 29,5% annuo, in miglioramento rispetto al già corposo +26,7% previsto solo tre mesi fa; si tratterebbe dell’ottavo trimestre consecutivo con crescita a doppia cifra.
A spiccare a livello di tassi di crescita c’è il settore dell’energia con utili previsti in aumento del 114%, aiutati dal boom del petrolio; a ruota segue l’information technology con +65% annuo e il segmento dei servizi di comunicazione (+51,5%). Salta all’occhio anche come ben il 62% delle società dell’S&P 500 che hanno fornito previsioni sull’Eps del terzo trimestre ha indicato una previsione positiva rispetto al 41% medio dell’ultimo decennio.
Striscia record
La forza degli utili si inserisce in un’economia americana che non mostra segnali di cedimento. Gli Stati Uniti stanno portando avanti una striscia di 78 mesi consecutivi di espansione economica, il sesto ciclo più lungo dal 1854; una durata nettamente superiore alla media storica di 49 mesi. «L’attività economica beneficia di una forte produttività, un ambiente imprenditoriale flessibile, una leadership tecnologica globale, mercati dei capitali profondi e un alto grado di diversificazione economica», argomenta Scope Rating che vede la dimensione e la resilienza dell’economia offrire una «capacità eccezionale di assorbimento degli urti». E sia quest’anno che il prossimo il Pil Usa dovrebbe correre al ritmo del +2,4% annuo.
Fattore IA
A sostenere questa lunga fase espansiva è certamente il gigantesco ciclo di investimenti legato all’intelligenza artificiale a cui si aggiunge lo stimolo fiscale da parte dell’Amministrazione Trump che ha contribuito a mantenere elevata la domanda. Sul fronte degli investimenti, le stime di spese in conto capitale degli hyperscaler, continuamente riviste al rialzo, confermano il contributo cruciale degli investimenti in IA alla crescita. Anche il mercato del lavoro si mantiene in salute e vicino a una situazione vicina alla piena occupazione. Il tasso di disoccupazione statunitense, attualmente al 4,2%, si sta avvicinando al numero record di mesi consecutivi al di sotto del 5%. Il record risale alla metà degli anni ’60. Di contro, il caro-benzina e la conseguente accelerazione dell’inflazione stanno contribuendo ad alimentare la percezione da parte delle famiglie di un andamento dell’economia a stelle e strisce meno positivo di quello restituito dagli indici di Borsa.
Il vero test arriverà pertanto dalla capacità di Trump di sostenere la crescita senza riaccendere quelle pressioni inflazionistiche che potrebbero costringere la Federal Reserve a mantenere più a lungo una politica monetaria restrittiva.
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