Sull’Italia inizia a spirare il vento polare, con temperature in calo e prime nevicate in quota. Per fortuna è quasi arrivato il momento di accendere il riscaldamento, ma non per tutti: la giunta rossa dell’Emilia-Romagna, guidata dal dem Michele de Pascale, ha infatti deciso che – per salvare l’ambiente – in gran parte della Regione i termosifoni rimarranno spenti. Ai cittadini non resterà che armarsi di plaid, borse per l’acqua calda o stufette elettriche. O – effetto paradossale dei diktat verdi – sperare proprio in quel riscaldamento climatico che lo stop ai caloriferi dovrebbe contribuire a combattere.
Il Piano Aria
Andiamo con ordine: il nuovo Piano Aria integrato regionale contro lo smog prevede, fra le varie misure per l’inverno, anche quella di posticipare l’avvio dei riscaldamenti dal 15 ottobre al 1° novembre nei Comuni che si trovano in zona E, ovvero in pianura. Fra questi, anche Bologna e Reggio Emilia. Prevista poi una stretta ad hoc per gli impianti a biomassa e fondi per chi vuole sostituire i vecchi sistemi di riscaldamento con pompe di calore. De Pascale ha giustificato la scelta dicendo che è stata necessaria per evitare il blocco delle auto diesel Euro 5: «Quella individuata è una soluzione che tiene insieme tutela dell’ambiente e sostenibilità sociale», ha rivendicato il governatore.
Le scelte del Veneto
Però non è proprio così: il blocco ai diesel Euro 5, che riguarda tutto il bacino della Pianura Padana (quindi anche Piemonte, Lombardia e Veneto, per un totale complessivo di circa 4 milioni di veicoli), è stato prorogato dal governo dal 1° ottobre 2026 al 1° ottobre 2027. Prima dell’approvazione del decreto, le Regioni in ogni caso avevano già messo a terra misure compensative alternative per evitare di lasciare a piedi le famiglie, ma solo l’Emilia-Romagna ha scelto di procedere con un colpo di mano sui riscaldamenti. Il Veneto, per esempio, ha puntato sulle agevolazioni allo smart working, sulla promozione del Bike to work e sul lavaggio sistematico e pianificato delle strade più trafficate. Uno slittamento dell’accensione dei riscaldamenti c’è, ma solo per negozi ed edifici pubblici.
Il piano del Piemonte
Il Piemonte, invece, ha scommesso su incentivi per l’utilizzo di biocarburanti sui mezzi per il trasporto pubblico e per le auto private; sistemi di regolazione del traffico basati sull’intelligenza artificiale; interventi di rigenerazione urbana e potenziamento della mobilità pulita; diffusione delle colture agricole che riducono gas e ammoniaca nell’aria. In totale sono stati stanziati 100 milioni di euro.
Mentre agli emiliani non resta che sostituire la danza della pioggia con quella del sole…
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