“Faccio un passo indietro” così il sottosegretario al Mef Federico Freni annuncia alla stampa il suo ritiro dalla corsa a presidente della Consob, una delle partite più calde che hanno interessato il governo negli ultimi mesi. Freni, leghista, era stato indicato a inizio anno come il candidato più accreditato per la guida dell’Autorità di vigilanza sui mercati finanziari, ha comunicato il passo indietro dopo giorni di tensioni e discussioni interne alla maggioranza. Negli ultimi mesi infatti, si erano infittite le resistenze da parte di Forza Italia. L’appartenenza a un partito e il ruolo attualmente ricoperto al ministero dell’Economia avevano alimentato le perplessità di chi ritiene necessario affidare la guida dell’Autority a una figura percepita come pienamente indipendente dalla politica.
“Sono decisioni sue, che rispetto. Io sono contento perché almeno rimane a lavorare con me”, ha commentato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
La rinuncia allungherà ulteriormente i tempi per il rinnovo dei vertici dell’autorità. Il mandato di Paolo Savona è infatti scaduto oltre due mesi fa e dal 9 marzo al comando c’è la vicaria, Chiara Mosca. L’iter per la nomina del nuovo vertice di piazza Verdi prevede tempi tecnici non immediati: prima una delibera del Consiglio dei ministri, poi le audizioni nelle commissioni parlamentari competenti, chiamate a esprimere il proprio via libera. Solo a quel punto può arrivare il decreto di nomina del Presidente della Repubblica, seguito dalla registrazione alla Corte dei conti.
L’impasse potrebbe ora essere superata in tempi brevi con una soluzione interna. Tra i nomi in circolazione figura quello di Federico Cornelli, dal 2023 componente del collegio Consob e membro della commissione incaricata della revisione del Testo unico della finanza.
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