Respinta la richiesta del presidente Usa Donald Trump di rimuovere Lisa Cook dal suo incarico di governatrice della Federal Reserve. Lo ha stabilito la corte suprema, dopo una causa in cui era in gioco l’indipendenza della Banca centrale statunitense. Con una decisione presa a maggioranza di 5 voti
contro 4, i saggi hanno stabilito che Cook può mantenere il proprio posto mentre si oppone al tentativo di Trump di destituirla a seguito di accuse di frode sui mutui.
I fatti iniziano nell’agosto di un anno fa, quando Donald Trump tenta di rimuovere Cook dal suo incarico, con una decisione che non ha precedenti nei 111 anni di storia della banca centrale più potente del mondo. l caso è poi arrivato fino alla Corte Suprema, che si è pronunciata proprio oggi, bloccando il licenziamento.
La vicenda
La disputa ha avuto ufficialmente inizio a metà agosto 2025, quando il direttore della Federal Housing Finance Agency ha accusato pubblicamente Lisa Cook di frode ipotecaria. Secondo l’accusa, nel 2021 Cook avrebbe dichiarato due diverse proprietà come abitazione principale per ottenere tassi d’interesse più vantaggiosi sui relativi mutui. Pochi giorni dopo, il 25 agosto 2025, Trump ha annunciato tramite Truth Social il licenziamento in tronco della governatrice.
Lisa Cook è stata nominata originariamente da Joe Biden ed è la prima donna nera a sedere nel consiglio della Fed. A seguito delle accuse – da lei definite fin da subito infondate – ha presentato ricorso in tribunale. Nei mesi successivi sono state molte le inchieste delle principali testate internazionali, come Reuters, The Washington Post e Financial Times e i documenti legali collezionati, che hanno mostrato che in realtà Cook avesse registrato una delle due case – quella ad Atlanta – come seconda casa/casa vacanze, pagando un tasso d’interesse persino leggermente più alto rispetto a quello medio delle prime case dell’epoca, smentendo l’ipotesi di frode.
Dopo che i tribunali di grado inferiore avevano temporaneamente bloccato il licenziamento consentendo a Cook di restare al suo posto, l’amministrazione Trump ha fatto ricorso alla Corte Suprema. Oggi, con una sentenza storica, la Corte Suprema ha dato ragione a Lisa Cook: il Presidente non ha l’autorità costituzionale di licenziare un governatore della Fed senza una reale e comprovata giusta causa, preservando così l’autonomia economica della banca centrale dalle interferenze della politica.
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