Toyota apre l’anno fiscale con il piede giusto: il colosso giapponese dell’auto ha alzato le stime sull’utile annuale, complice un tasso di cambio favorevole e nuove rotte di approvvigionamento aperte in Medio Oriente. Un risultato che vale a Toyota una promozione da parte di Citi: la banca statunitense conferma il rating buy e porta il target price da 3.400 a 3.800 yen, dopo conti del primo trimestre che hanno superato le attese al netto delle poste straordinarie.
Nei tre mesi tra aprile e giugno, il numero uno mondiale dell’automotive ha messo a segno un utile netto in salita del 75,6 per cento, a quota 1.480 miliardi di yen (circa 8,2 miliardi di euro), un balzo spinto in buona parte dallo yen debole.
Sulla scorta di questi numeri, gli analisti di Citi hanno rivisto al rialzo anche le stime sull’intero esercizio: l’utile operativo atteso sale a 3,9 trilioni di yen, cifra superiore persino alla guidance aggiornata della stessa Toyota, ferma a 3,4 trilioni. Gli analisti prevedono inoltre consegne in crescita in Nord America e in altri mercati, oltre ai benefici derivanti dai rincari dei listini, pur giudicando prudente la stima di Toyota sulle perdite straordinarie legate ai veicoli elettrici a batteria.
Guardando più avanti, Citi proietta un utile operativo di 4,5 trilioni di yen per l’esercizio chiuso a marzo 2028, destinato a salire a 4,9 trilioni nell’anno successivo.
Non manca infine un commento sul piano di buyback annunciato da Toyota, letto dalla banca come il segnale di un possibile cambio di rotta nel rapporto con gli investitori. Positivo anche il giudizio sul debutto della produzione su larga scala del nuovo RAV4, atteso entro fine anno.
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