Il Nobel per l’Economia 2026 va agli statunitensi Robert E. Hall e Michael Woodford. L’Accademia reale svedese delle scienze li ha premiati per gli studi oggi utilizzati da banche centrali e governi per decidere come intervenire quando l’economia rallenta o i prezzi salgono. Hall lavora alla Stanford University, in California, Woodford alla Columbia University di New York.
I meriti
Il punto di partenza dei loro lavori sono le scelte di famiglie e imprese. Hall ha studiato in un articolo del 1978 perché i consumatori tendano a mantenere stabile la spesa nel tempo. Woodford ha poi sviluppato il modello Keynesiano moderno, oggi utilizzato a livello globale per orientare le decisioni di politica economica.
“Il lavoro dei vincitori ci ha fornito una solida base teorica per i modelli che ora vengono utilizzati dalle banche centrali e dai governi di tutto il mondo”, ha detto John Hassler, presidente del comitato del premio. “Grazie a questi modelli, siamo meglio attrezzati per affrontare gli shock economici, come le crisi energetiche o i repentini cambiamenti nei consumi delle famiglie”. Le crisi petrolifere degli anni Settanta avevano messo in difficoltà gli strumenti usati fino ad allora per affrontare le recessioni. Per capire quali interventi funzionassero, serviva studiare come le persone e le aziende reagivano ai cambiamenti dell’economia.
“Piuttosto che basare i modelli su legami statistici tra variabili macroeconomiche, come inflazione, produzione e consumo, hanno scelto di costruirli su una base microeconomica”, ha spiegato la giuria. Le decisioni dei singoli diventano così la base per spiegare ciò che accade all’intera economia.
I due economisti riceveranno il premio il 10 dicembre, anniversario della morte di Alfred Nobel. Il riconoscimento comprende un diploma, una medaglia d’oro e 12 milioni di corone svedesi, circa 1,06 milioni di euro. Istituito nel 1968 dalla banca centrale svedese, viene assegnato ogni anno insieme agli altri Nobel.
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