«Oggetti speciali, selezionati da esperti»: è questo lo slogan con cui si presenta Catawiki, sito di aste specializzato in pezzi rari e di lusso. Una sorta di Vinted, ma per chi cerca orologi, gioielli e opere d’arte ed è disposto a pagare laute commissioni. Il gruppo è stato fondato nel 2008 in Olanda e la sua crescita è stata trionfale.
Il successo in Italia
L’Italia è il suo mercato europeo in maggiore crescita: nel 2025 nel nostro Paese sono stati venduti quasi 750 mila lotti, il 10% in più rispetto all’anno precedente. Le categorie calde sono vini, orologi, gioielli e arte moderna, le auto da collezione il comparto in cui girano le cifre più alte: nel 2025 il record è andato a una Ferrari Testarossa del 1991 comprata per 130 mila euro. Il meccanismo è semplice: per vendere si caricano le foto dei propri oggetti, si crea l’annuncio e si attende l’esito dell’asta. Al totale vanno aggiunte le commissioni: al venditore viene addebitato il 12,5% più «un importo fisso aggiuntivo» e l’Iva. L’acquirente deve pagare il 9% del totale, Iva inclusa.
La commissione
La commissione è più alta rispetto a quella di altri portali specializzati in second hand. Vinted, sui cui si possono vendere anche oggetti che fanno parte del catalogo Catawiki (come gioielli, orologi e borse di lusso) trattiene in media il 5% più 70 centesimi per transazione, a cui aggiungere 10 euro se si vuole richiedere la verifica dell’oggetto in presenza. Su Vestiaire Collective la commissione va dal 15 al 28% e i capi vengono autenticati dal vivo dagli esperti che, in caso di non conformità, annullano la transazione. Un sistema che tutela sia l’acquirente, che non si trova in mano – per esempio – una borsa contraffatta, sia il venditore, protetto dai furbetti che contestano difetti inesistenti per tenersi l’oggetto senza pagare.
Il confronto
E su Catawiki come funziona? Il sito si avvale di «centinaia» di esperti, ognuno con «la sua personale formazione in specifici settori», che «mettono la loro esperienza al servizio di acquirenti e venditori». Esperti che però valutano gli oggetti solo da remoto, in base alle foto caricate dal venditore. Un ruolo che, come spiega Catawiki, si esaurisce nell’esaminare «virtualmente gli oggetti presentati all’asta»: il loro compito principale consiste nell’inserire i pezzi nelle «aste più adatte». Nessuna perizia fisica, insomma.
Gioielli e orologi
La domanda sorge spontanea: come si fa a garantire che un diamante sia davvero un diamante basandosi solo su una foto? Tanto più che molti monili in vendita non hanno nessun tipo di documentazione: lunedì 11 maggio, ben 1.932 gioielli in asta erano catalogati come «senza perizia di laboratorio».

E per quel che riguarda gli orologi? Prendendo come esempio la sezione “Rolex”, è facile trovare lotti senza certificati. Come il “Datejust – 6827 – Donna – 1990-1999”, asta chiusa lunedì: a cinque ore dalla fine delle contrattazioni le offerte erano arrivate a 2.775 euro. Nessun documento, venditore turco. Per quanto un esperto possa fare delle ipotesi ragionate su valore e autenticità di un oggetto dalle foto, diventa complicato capire come (tanto più in epoca di deepfake generati dall’IA) ci si possa sbilanciare senza un’ispezione dal vivo.
Le spedizioni
La spedizione è a carico del venditore, che manda l’oggetto direttamente a chi compra, che in caso di problemi rischia di ritrovarsi con l’onere di provare che ciò che ha ricevuto non corrisponde all’annuncio online. Sui social è facile trovare lamentele. Per esempio, su Reddit WristWatchCollector racconta la sua disavventura con un Cartier Pasha da 35mm falso. Dopo la segnalazione, l’utente ha ricevuto «un’email in cui mi dicono che ho tempo fino al giorno successivo per fornire un documento di verifica di autenticità da Cartier, altrimenti chiuderanno la richiesta».
Corsa contro il tempo
In questo caso la storia ha avuto un lieto fine, visto che l’utente è riuscito a farsi rimborsare da Catawiki. Su Altroconsumo, un altro caso: «Ho acquistato un anello descritto come in platino e diamanti per un importo di 652,96 euro. Al ricevimento, ho richiesto una valutazione presso una gioielleria di fiducia, la quale ha accertato che l’anello è in realtà in argento e le pietre sono zirconi, stimando il suo valore massimo in 120 euro più Iva. Ho prontamente avviato una procedura di reclamo e Catawiki mi ha richiesto di restituire l’articolo, cosa che ho fatto inviandolo in Bulgaria. L’ordine è stato consegnato al venditore. Attualmente sono in attesa del rimborso e, purtroppo, non ho ricevuto risposte alle mie email da parte di Catawiki da diversi giorni». Raccogliere prove può trasformarsi in una corsa contro il tempo, visto che i problemi vanno segnalati entro tre giorni: chi non ottiene una perizia lampo può restare col cerino in mano.
L’inchiesta della tv olandese
Le critiche sono internazionali. Secondo un’inchiesta del programma tv olandese EenVandaag, che ha revisionato circa 20 mila inserzioni, su Catawiki non mancano annunci ingannevoli, dalla lampada Ikea finita nella sezione “Oggetti speciali” allo schizzo falsamente attribuito a Rembrandt. Critiche condivise dall’associazione dei consumatori Consumentenbond: «Si promuovono promettendo sicurezza, giudizi di esperti e protezione contro le contraffazioni, ma spesso si tratta di un’illusione».
La risposta dell’azienda
«Per Catawiki – risponde l’azienda – la fiducia è alla base del nostro modo di operare. Il nostro modello combina competenze interne, tecnologia proprietaria, standard di qualità specifici per categoria, verifiche e controlli sui venditori, pagamenti sicuri e assistenza clienti multilingue. Sono questa combinazione, e non un singolo passaggio, a rendere Catawiki un marketplace affidabile. A differenza di altri marketplace, ogni oggetto viene esaminato e selezionato digitalmente da uno dei nostri centinaia di esperti interni prima di essere messo all’asta, con il supporto di una solida tecnologia proprietaria. I nostri esperti hanno una comprovata esperienza nei rispettivi settori e valutano tutte le informazioni fornite dai venditori, dalle foto dettagliate alla documentazione, sulla base di rigorose linee guida di categoria. Nell’ambito della revisione, effettuano i necessari controlli digitali utilizzando fonti interne ed esterne rilevanti e facendo leva sulla loro conoscenza del mercato. I nostri esperti rifiutano ogni anno oltre un milione di oggetti che non rispettano gli standard qualitativi richiesti sulla piattaforma. Collaboriamo inoltre con fornitori di servizi di pagamento affidabili, che effettuano controlli sui venditori. Il pagamento viene rilasciato al venditore solo tre giorni dopo la consegna, dando agli acquirenti il tempo di ispezionare l’oggetto (questi elementi fanno parte della Tutela degli acquirenti Catawiki). Dopo la vendita, il nostro team di assistenza clienti, composto da oltre 200 specialisti multilingue, è disponibile per aiutare a trovare una soluzione qualora qualcosa andasse storto».
Per finire, Catawiki sottolinea di aver venduto finora «oltre 25 milioni di oggetti e i problemi sono molto rari. Per quanto riguarda la contraffazione, i dati relativi al 2024 mostrano che i nostri esperti hanno rifiutato decine di migliaia di oggetti contraffatti o sospetti tali durante il processo di revisione, per un valore stimato di 10 milioni di euro. Tra i milioni di oggetti venduti nello stesso anno, solo lo 0,02% è stato cancellato e rimborsato per problemi legati all’autenticità».
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