La frenata dei titoli tecnologici a Wall Street rischia di ridimensionare anche la quotazione di Anthropic, una delle operazioni più attese dell’anno. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, i principali investitori della società fondata da Dario Amodei nutrono crescenti dubbi sulla valutazione di 1.500 miliardi di dollari prevista per l’Ipo, in programma nella settimana precedente al Giorno del Ringraziamento. Tre grandi investitori intenzionati a partecipare all’offerta ritengono che il valore debba essere rivisto al ribasso, con uno di loro che ipotizza una riduzione fino a 1.000 miliardi, un terzo in meno rispetto alle aspettative iniziali.
L’operazione dovrebbe consentire ad Anthropic di raccogliere fino a 100 miliardi di dollari, superando il record stabilito a giugno dalla quotazione di SpaceX. Il peggioramento delle condizioni di mercato potrebbe però spingere la società a ridurre l’offerta a circa 80 miliardi o persino a rinviare lo sbarco in Borsa, in attesa di una ripresa dei titoli tecnologici.
A pesare sono soprattutto i timori sulla sostenibilità degli investimenti nell’AI, che giovedì 5 novembre hanno contribuito a bruciare 2.500 miliardi di dollari di capitalizzazione sul Nasdaq Composite. Il sell-off è arrivato a due giorni dalle elezioni di metà mandato statunitensi, che hanno rafforzato le forze politiche contrarie all’espansione indiscriminata dei data center. Nonostante le turbolenze, Anthropic continua a crescere. A fine ottobre il fatturato annualizzato della società ha superato gli 80 miliardi di dollari, in aumento rispetto al mese precedente. Al 30 settembre il gruppo disponeva inoltre di 146,6 miliardi di liquidità. Uno degli investitori auspica che, dopo la quotazione, le disponibilità finanziarie superino i 200 miliardi.
I vertici di Anthropic e i consulenti finanziari dovrebbero incontrarsi nei prossimi giorni per valutare come procedere, senza aver finora assunto impegni definitivi. Un eventuale ridimensionamento dell’Ipo avrebbe ripercussioni anche sul resto del settore tecnologico, considerati gli stretti legami finanziari e commerciali della società con Google, Amazon e Nvidia.
I segnali di raffreddamento del mercato erano emersi già prima del crollo di giovedì. Anche la rivale OpenAI ha incontrato difficoltà nell’ultimo round di finanziamento, raccogliendo finora 11 miliardi dei 30 miliardi inizialmente previsti, a una valutazione di 1.250 miliardi di dollari, inferiore alle aspettative. Un ulteriore segnale di come gli investitori stiano diventando più selettivi anche nei confronti dei principali protagonisti della corsa all’intelligenza artificiale.
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