Negli Usa sta iniziando a spirare il vento di una nuova tendenza in fatto di beauty, che presto potrebbe cambiare anche il mercato italiano. Secondo un recente studio di Boston Consulting Group e WWD, il modo di prendersi cura di sé sta attraversando una fase di fusione tra il mondo della cosmetica e quello della salute. Sempre più persone abbandonano l’idea della semplice routine a base di creme e trucco per passare a un approccio più completo e scientifico, battezzato con il nome di “ottimizzazione”. Il 6% degli adulti statunitensi (circa 15 milioni di persone) spende mediamente 3 mila dollari all’anno in cosmetica tradizionale, trattamenti estetici e prodotti per la prevenzione dell’invecchiamento. L ‘80% del campione ritiene che la bellezza sia legata al benessere fisico e mentale generale, non solo di aspetto esteriore. L’uso di trattamenti laser, iniettivi e farmaci per la perdita di peso (Ozempic e simili) spinge i consumatori ad aumentare parallelamente gli acquisti di cosmetici di lusso o medicali per preservare la qualità della pelle. Il 75% si affida all’intelligenza artificiale per costruire e verificare le proprie routine, rivolgendosi maggiormente a medici e professionisti sanitari rispetto che ai consigli degli influencer.
Questo nuovo consumatore ha sì a cuore la bellezza, ma la collega automaticamente al suo livello di benessere fisico generale nel contrasto all’invecchiamento. Per questo motivo preferisce soluzioni uniche che uniscano la skincare di livello medico, i piccoli ritocchi di medicina estetica, gli integratori mirati e persino le nuove terapie farmacologiche per la longevità o il controllo del peso.
Anche la fase di ricerca e informazione sta cambiando. Chi abbraccia questa filosofia tende a fidarsi meno dei consigli online, spacciati sui social e predilige visite mediche specialistiche. Sebbene si tratti di un fenomeno emerso inizialmente oltreoceano, questa figura di consumatore stia già anticipando l’evoluzione del mercato globale.
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