Il gruppo Campari chiude il primo trimestre dell’anno con le vendite pari a 643 milioni, in calo del -3,4% complessivamente, riflettendo la crescita organica del +2,9%, l’effetto perimetro del -2,2%, guidato dalla cessione di Cinzano, e l’effetto cambio del -4,1%, principalmente attribuibile al dollaro statunitense e del dollaro giamaicano.
L’outlook 2026
L’outlook per il 2026, come precedentemente comunicato il 4 marzo 2026 nell’ambito della pubblicazione dei risultati dell’anno fiscale 2025, è confermato. Campari Group ha registrato una “solida crescita organica delle vendite nette pari al +2,9% nel primo trimestre 2026”, spiega il gruppo in una nota. Questo risultato riflette un trend positivo a livello delle brand house e delle aree geografiche, con crescita in 18 mercati. Il Gruppo ha continuato a sovraperformare in modo significativo il settore e ad aumentare le quote di mercato. La performance del primo trimestre, il più contenuto dell’anno, è stata supportata da un’accelerazione delle attivazioni dei brand focalizzate sulla destagionalizzazione e sull’espansione geografica.
Le parole del ceo Hunt
“Abbiamo iniziato il 2026 con una performance solida nel trimestre più contenuto, grazie all’implementazione della strategia focalizzata su un minor numero di iniziative, ma di maggiore impatto strategico”, spiega Simon Hunt, Chief Executive Officer. “Nonostante – aggiunge – il contesto operativo sfidante, abbiamo aumentato quote di mercato in quasi tutti i nostri principali mercati a livello globale, in particolare sui brand prioritari. Allo stesso tempo, i nostri investimenti nei brand e nella pipeline di innovazione stanno progredendo positivamente in vista del picco stagionale. Questo solido avvio ci consente di confermare la nostra guidance per il 2026”.
Il mercato europeo
In Europa (43% delle vendite del Gruppo) le vendite di Campari hanno registrato una crescita del +1,9% principalmente grazie all’andamento molto sostenuto nel Regno Unito, e alla performance positiva nei mercati core di Italia e Germania. Il trend in Francia è stato impattato da una base di confronto elevata su Campari, nonostante una crescita solida di Aperol e dei vini spumanti, a conferma del trend positivo dello spritz. Nell’intera regione, la franchise Aperol, che include anche i nuovi formati, ha rappresentato un solido contributo alla crescita. In Nord America (38% delle vendite del Gruppo) le vendite hanno registrato una crescita del +2,2%.
L’America e l’Asia
Gli Stati Uniti hanno registrato una performance positiva, guidata dalla crescita molto sostenuta della franchise Aperol e dalla crescita di Espolòn, principalmente nella variante Blanco. Ciò è stato parzialmente compensato da un’ottimizzazione delle scorte negli Stati Uniti. Nei mercati in via di sviluppo (12% delle vendite del Gruppo) le vendite hanno registrato una crescita del +12,7% guidata da trend positivi diffusi in tutta la regione, in particolare in Brasile e Argentina, che rappresentano i principali contributori. La performance del Brasile è stata guidata principalmente da Aperol, mentre SKYY Cosmic ha continuato a registrare una crescita sostenuta in Argentina. In Asia Pacifico e Gtr (7% delle vendite del Gruppo) le vendite hanno registrato un calo del -1,6%, interamente attribuibile alla variazione negativa del -13,5% nel canale Global Travel Retail a causa degli eventi geopolitici, mentre Apac ha registrato una crescita del +1,9%. Cina, India e gli altri mercati gestiti in partnership hanno registrato una crescita solida.
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