Leonardo Maria Del Vecchio torna alla carica su Delfin mettendo sul tavolo anche la disponibilità di un finanziamento bancario internazionale. Il presidente di Lmdv Capital ha inviato agli altri soci della holding lussemburghese una nuova proposta per rilevarne le partecipazioni, con l’obiettivo di superare lo stallo che da oltre quattro anni accompagna la successione del fondatore di Luxottica. «È la proposta più seria che io abbia mai fatto», scrive l’imprenditore in una lettera pubblicata su Quotidiano Nazionale, di cui è editore. Le condizioni dell’offerta non sono state specificate nella lettera inviata ai soci. Come detto, la novità è il sostegno finanziario di un primario istituto di credito internazionale, identificato dalle ricostruzioni di stampa in Citi, che sarebbe pronto a mettere a disposizione una linea di finanziamento da 22 miliardi di euro. La proposta garantirebbe circa 3,7 miliardi di euro a ciascun socio. Leonardo Maria Del Vecchio, che detiene già il 12,5% del capitale, andrebbe ad acquistare sei quote, escludendo quella della madre Nicoletta Zampillo, portandosi così all’87,5 per cento del capitale di Delfin. La holding custodisce partecipazioni strategiche, a partire dal 32,4% di EssilorLuxottica, cui si aggiungono quote in Generali, Mps e UniCredit e il controllo del gruppo immobiliare Covivio.
Del Vecchio ha spiegato di aver previsto due possibili modalità di adesione: un acquisto totale e immediato delle quote oppure formule di acquisizione più diluite nel tempo, lasciando a ciascun socio la libertà di scegliere. Una delle ipotesi allo studio prevederebbe il pagamento immediato di una parte della partecipazione (30% della quota) e la possibilità di cedere la quota residua in una fase successiva (tra il 12° e il 14° mese), anche attraverso azioni EssilorLuxottica. Una struttura che consentirebbe agli eredi di scegliere tra l’uscita immediata e un percorso graduale, ma i cui dettagli dovranno essere verificati con i diretti interessati.
Un capitolo centrale dell’offerta riguarda la governance del veicolo che acquisirà le partecipazioni. «Avrà regole di governance rafforzate, fissate in uno statuto vincolante. Accanto a me siederanno in consiglio due persone con una lunga esperienza manageriale, finanziaria e legale, che avranno pareri vincolanti sulle decisioni finanziarie più rilevanti», spiega Del Vecchio. Si tratta, sottolinea Leonardo Maria, di una condizione necessaria perché la proposta sia credibile non soltanto per la famiglia, ma anche per i mercati e per i dipendenti delle società costruite dal padre. Il nuovo assetto dovrebbe quindi introdurre contrappesi nelle scelte finanziarie più importanti, affiancando all’imprenditore due figure indipendenti con competenze specifiche.
La mossa a pochi giorni di distanza dall’interesse manifestato dal finanziere ceco Michal Strnad, che avrebbe presentato un’offerta da circa 30 miliardi di euro per rilevare Delfin. «Credo che il futuro di Delfin debba essere deciso da chi ne conosce la storia e ne condivide la responsabilità», ha sottolineato il presidente di Lmdv Capital.
Leonardo Maria Del Vecchio riconosce anche gli errori commessi negli anni successivi alla scomparsa del padre, ammettendo di aver talvolta scelto la strada dello scontro. «Negli ultimi mesi ho scelto un’altra direzione: ridurre i conflitti e riaprire il dialogo», scrive, spiegando di aver dato mandato ai propri consulenti di rinunciare alle azioni legali avviate nei confronti di alcuni familiari. «Non è stato semplice, ma era necessario», aggiunge. Del Vecchio assicura inoltre che il confronto con gli altri azionisti è già ripreso: «I miei consulenti parlano ogni giorno con quelli degli altri soci».
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