Valutazioni, leggi e regole sono allo studio. Ma in Italia c’è già un nutrito fronte di famiglie, imprenditori, asset manager e grandi aziende che ha detto sì al ritorno al nucleare. Prima di ogni calcolo, prima di ogni referendum popolare, l’Italia del fare ha deciso. Basta leggere le 80 pagine che compongono il libro soci di Newcleo – società privata, prossima allo sbarco a Wall Street, che sta sviluppando la tecnologia di fissione nucleare di quarta generazione – per capire la portata e il peso del fronte del nuovo nucleare: quello sicuro, pulito e smart che promette nuova energia. Quello del quale questo Paese in primis ha sempre più bisogno per avere un’industria che funzioni e per abbattere i prezzi.
Al di là dei nomi noti, Moneta ha fatto un passo in avanti spulciando tra i quasi 1.000 soci che stanno credendo nel lavoro della startup fondata da Stefano Buono. Non solo Caltagirone (con Cementir), Exor, Azimut, Danieli, Maire, Malacalza, Petrone, Banca Sella, Edilizia Acrobatica. Newcleo ha raccolto capitale da una delle reti di investitori industriali, finanziari e imprenditoriali più qualificate d’Europa. Tra gli azionisti figurano importanti famiglie imprenditoriali italiane, fondi di venture capital, asset manager, gruppi industriali quotati e alcuni tra i più noti imprenditori del settore tecnologico.
Tra i principali investitori individuali spicca Riccardo Zacconi, fondatore ed ex ceo di King, la società che ha creato l’app di giochi Candy Crush Saga. Sono inoltre presenti membri di importanti famiglie industriali italiane come Alessandro Nasi: imprenditore torinese imparentato con la famiglia Agnelli-Elkann, ex ad di Iveco Defense e marito di Alena Seredova; rappresentanti delle famiglie Rovati (Fidim), Drago (DeAgostini), Moratti, Odescalchi, Pontecorvo, Paternò Castello, Anghileri (Eusider Spa) oltre a figure della finanza internazionale come Philippe Jabre, fondatore di Jabre Capital Partners, società di gestione patrimoniale e multi-family office con sede a Ginevra ed ex amministratore delegato di Glg Partners, un hedge fund con sede nel Regno Unito. Da citare pure la Cc Holding dell’ex Cdp Claudio Costamagna e l’imprenditore Paolo Merloni. Ma anche Victor Massiah, ex ad di Ubi.
Nel mondo della tecnologia e delle startup spicca oltre a Zacconi anche Lorenzo Maternini, esperto di innovazione, IA e investimenti in startup, ceo di Perspective AI; Niccolò Colussi (ex Nielsen responsabile di un proprio family office e nel comitato investimenti di Liftt).
A rappresentare le storiche famiglie italiane: Ermenegilda e Francesca Moratti; Maria Della Pace Odescalchi, presidente nazionale dell’Associazione dimore storiche italiane; Marco Pontecorvo; azionista e tra i fondatori del gruppo insieme a Buono; Oddone Incisa della Rocchetta e Marco Paternò Castello di Bicocca. Ma anche Luciano Cinotti, tra i massimi esperti mondiali di reattori veloci e già presidente del Comitato direttivo Lfr del Generation IV International Forum; Maria Rosa Mondardini, managing director del Citizen Science Center di Zurigo; e Gaudenzio Roveda, uno dei maggiori azionisti individuali.
Ha puntato sull’atomo anche Inarcassa, cassa previdenziale degli ingegneri e architetti. Sempre dal mondo dell’ingegneria e dell’industria: Walter Tosto, noto imprenditore italiano, fondatore dell’omonima azienda metalmeccanica specializzata nella costruzione di grandi apparecchiature a pressione. Sul fronte industriale, uno degli investitori più significativi è NextChem, società del gruppo Maire specializzata nelle tecnologie per la transizione energetica, che ha investito direttamente in Newcleo e ha costituito con la società una joint venture strategica per lo sviluppo delle future centrali nucleari modulari. Sono inoltre presenti altre realtà industriali e Pmi attive nei settori dell’ingegneria, della manifattura avanzata e dell’energia.
Tra gli investitori finanziari figurano alcuni dei più importanti operatori italiani del venture capital e dell’asset management, tra cui Kairos Partners, Indaco Venture Partners, Azimut, oltre a diversi fondi specializzati e family office internazionali. Anche il fondo pensione del Cern.
Dal registro soci emerge anche chi si è “impegnato di più”, con partecipazioni particolarmente rilevanti. Tra i maggiori risultano Fin Posillipo (famiglia Petrone) con oltre 42 milioni di azioni, Suntan Properties Ltd con oltre 28 milioni, Simon Fiduciaria con circa 26 milioni, BF&F S.r.l. con oltre 16 milioni, Bluehold 5 Ltd con oltre 12 milioni, Luciano Cinotti con oltre 11 milioni, Gaudenzio Roveda con circa 11,7 milioni.
Solo una parte dei quasi 1.000 azionisti che animano oggi la compagine societaria del gruppo nucleare lanciando anche un messaggio.
Dietro a Newcleo non ci sono soltanto investitori finanziari alla ricerca di rendimento, ma soprattutto grandi gruppi industriali che vedono nel “nuovo nucleare” il futuro dell’energia e della tecnologia.
Una combinazione di capitale industriale, venture capital e grandi patrimoni familiari che dovrebbe far riflettere la politica tutta sul potenziale di sviluppo che Newcleo insieme agli altri grandi operatori pubblici in campo, da Enel a Leonardo passando per Ansaldo (nucleare ed energia) ed Eni, possono mettere in campo con un consenso più ampio di quanto oggi si immagini.
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