Stefano Antonio Donnarumma lascia la guida di Ferrovie dello Stato con un anno di anticipo. Il consiglio di amministrazione straordinario del Gruppo ha formalizzato le dimissioni dell’amministratore delegato e direttore generale, chiudendo anzitempo un mandato iniziato nel giugno 2024. Un’uscita concordata nei giorni scorsi con il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che apre ora la partita della successione al vertice del principale gruppo industriale pubblico del Paese.
Il manager affida il commiato a una lunga lettera nella quale rivendica il lavoro svolto in due anni e ringrazia i quasi centomila dipendenti del Gruppo. Un messaggio che ha il sapore del bilancio finale di un mandato di cui vengono rivendicati i risultati e che si chiude con un auspicio: «Buon vento».
«Due anni fa arrivai in FS con un mandato chiaro: accelerare gli investimenti per recuperare sugli obiettivi previsti dal PNRR, allora irraggiungibili, rinnovare e sviluppare l’infrastruttura ferroviaria, rinnovare la flotta treni e autobus, recuperare credibilità e remunerabilità del business e… migliorare la puntualità».
Per Donnarumma gli obiettivi sono stati centrati. «Risultati che sono stati ottenuti in soli 24 mesi e che fanno valere questo biennio come almeno due dei mandati triennali precedenti, mantenendo fermo un mantra: le persone al centro». Un percorso che definisce «un rinnovamento storico, urgente e necessario, per una delle aziende che fanno la storia del Paese da 120 anni e che continuerà a sostenere la crescita dell’Italia nei prossimi decenni».
Poi il ringraziamento ai lavoratori: «Sento sinceramente di dovere fare i complimenti a questa FS e ringraziare fortemente quella che per me è stata una famiglia, fatta da quasi 100mila donne e uomini che hanno consentito di raggiungere questi risultati incredibili con impegno e passione».
E ancora: «Lascio il Gruppo FS, ringraziando anche chi mi ha dato l’opportunità di compiere questa missione, che resterà nel mio vissuto come una delle più intense esperienze professionali ed umane sperimentate fino ad oggi, ovviamente prendendone il buono ed il cattivo, come sempre nella vita…». Infine la chiusura marinaresca: «Da appassionato di navigazione, e auspicando che questo bellissimo “veliero” prosegua questa rotta disegnata insieme, auguro a tutti “buon vento”.»
Il saluto arriva accompagnato da un dossier sui risultati del biennio. Sul piano economico il Gruppo rivendica anzitutto il ritorno all’utile, con un risultato netto positivo di 30 milioni di euro, dopo anni complessi per il settore. Sul fronte degli investimenti sono stati mobilitati 35,9 miliardi di euro nel biennio 2024-2025, mentre oltre 20 miliardi di risorse del PNRR risultano già impiegati per l’ammodernamento della rete.
La trasformazione industriale è testimoniata anche dai 1.300 cantieri aperti sulla rete nazionale, dai 1.400 chilometri già equipaggiati con la tecnologia europea ERTMS e dall’immissione in servizio di 241 nuovi mezzi tra treni e autobus.
Tra gli indicatori operativi, viene rivendicato il recupero della puntualità dell’Alta Velocità, con circa 35mila treni riportati in orario e un miglioramento di tre punti percentuali. Sul fronte della sicurezza gli infortuni gravi sono diminuiti del 35%, mentre il piano di rafforzamento dell’organico ha portato a 15mila assunzioni in due anni e alla formazione di circa 100mila dipendenti attraverso la Scuola FS.
Non manca il capitolo dedicato allo sviluppo internazionale. Durante il mandato sono stati avviati progetti come il collegamento ferroviario Parigi-Londra e l’espansione dell’Alta Velocità in Germania, mentre i passeggeri trasportati all’estero hanno raggiunto quota 253 milioni, con una crescita del 15% in un solo anno. Nello stesso periodo il Gruppo ha acquisito il ramo rail di Pizzarotti, rilanciato lo storico stabilimento Firema di Caserta trasformandolo nella “Fabbrica Italiana Treni“, avviato il progetto della rete 5G dedicata alle comunicazioni a bordo dei treni ad Alta Velocità e garantito il supporto logistico e operativo a due appuntamenti strategici per il Paese, il Giubileo e le Olimpiadi invernali.
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