Bruxelles ha imposto a Meta di garantire nuovamente l’integrazione gratuita dei sistemi di intelligenza artificiale concorrenti all’interno di WhatsApp. Il colosso tecnologico avrà cinque giorni lavorativi di tempo per adeguarsi a questo provvedimento d’urgenza, che rimarrà effettivo per tutta la durata dell’istruttoria antitrust, avviata a dicembre 2025, al fine di tutelare l’equilibrio del mercato.
La direzione generale della Concorrenza della Commissione Europea ha motivato l’intervento evidenziando una presunta posizione dominante di Meta nel settore della messaggistica istantanea all’interno dello Spazio Economico Europeo, riscontrabile già dall’inizio del 2023. Secondo i rilievi preliminari, l’azienda avrebbe sfruttato questa forza commerciale per penalizzare gli assistenti virtuali rivali, modificando i termini d’uso delle proprie chiavi di accesso aziendali, le cosiddette WhatsApp for Business API. Le restrizioni erano scattate a metà ottobre del 2025, quando una nuova politica aziendale aveva estromesso i software di terze parti a favore dell’applicazione proprietaria Meta AI. Sebbene la scorsa primavera la holding avesse riaperto i canali di comunicazione agli altri operatori, l’introduzione di una tariffa d’accesso è stata giudicata dall’autorità europea una barriera economica con effetti analoghi a quelli dell’esclusione totale.
I regolatori europei ritengono che l’attuale assetto rischi di compromettere lo sviluppo di un comparto ancora in via di definizione, dove le realtà emergenti e di minori dimensioni stanno provando a competere con i grandi gruppi digitali. Per questa ragione, l’ordinanza impone il ritorno immediato alle condizioni operative precedenti alle restrizioni, ripristinando la gratuità originaria del servizio. Il mancato rispetto di queste disposizioni provvisorie espone la casa madre di Facebook e Instagram a pesanti ripercussioni economiche. Le sanzioni finanziarie previste in caso di inosservanza possono raggiungere il dieci per cento del fatturato globale registrato nell’anno precedente, a cui si potrebbero aggiungere penalità su base giornaliera fino al cinque per cento del volume d’affari medio quotidiano.
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