A Piazza Affari torna il grande rito dei dividendi. Oggi oltre venti blue chip staccano la cedola e tra i protagonisti spiccano Intesa Sanpaolo ed Eni, insieme a una lunga lista di società finanziarie, industriali ed energetiche. L’impatto negativo degli stacchi cedola è superiore all’1,5% per l’indice principale di Borsa Italiana. Il pagamento effettivo del dividendo avverrà due giorni lavorativi dopo lo stacco.
Tra le banche, Intesa Sanpaolo stacca il saldo cedola da 0,19 euro su un dividendo totale di 0,376 euro relativo all’utile del 2025. Per Banca Mps dividendo da 0,86 euro, mentre Bper paga il saldo da 0,56 euro.
In avvio il Ftse Mib cede ben più dell’effetto cedola, arretrando del 2,2% in area 48mila punti, a quindi circa 2mila punti di distanza dai massimi a 26 anni toccati settimana scorsa sopra quota 50mila.
A tenere banco sono le tensioni tra Usa e Iran con Donald Trump tornato minacciare un’escalation “Per l’Iran il tempo stringe, e farebbero meglio a darsi una mossa, subito, o non resterà più nulla di loro”, ha scritto il presidente Usa su Truth.
Tensioni che spingono i prezzi del petrolio (Brent in rialzo del 2% sopra i 111 dollari al barile) complice anche l’attacco con droni che ha preso di mira una centrale nucleare negli Emirati Arabi Uniti.
L’accelerazione dell’inflazione alimenta i timori di banche centrali costrette ad alzare i tassi.
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