Il mese di luglio è iniziato alla grande per i principali titoli tecnologici quotati a Piazza Affari. Mercoledì scorso StMicroelectronics, Reply e Sesa hanno aperto in forte rialzo, poi consolidato nel corso della seduta. Il trend positivo del comparto è comune agli altri listini europei, grazie alla particolare attenzione che gli operatori rivolgono da qualche tempo a tutto ciò che ruota intorno all’intelligenza artificiale. Il settore tecnologico vanta ottimi fondamentali e le aziende coinvolte continuano a essere valutate più interessanti rispetto a quelle di altri settori. Ne sono convinti, per esempio, gli esperti di Columbia Threadneedle Investments, secondo i quali emergono almeno cinque motivi per detenere in portafoglio titoli tecnologici. A partire dal cosiddetto cloud computing (l’erogazione on-demand tramite internet di servizi informatici, tra cui archiviazione, database, rete e software). Invece di possedere e mantenere server fisici locali, le aziende e gli utenti noleggiano queste risorse dai fornitori, pagando solo per l’effettivo consumo. Con la diffusione esponenziale dello streaming di contenuti e dell’e-commerce, i grandi data center progettati per contenerli dovranno aumentare le loro capacità e offrire un buon livello di sicurezza. I data center necessitano, infatti, di un enorme spazio di archiviazione, in particolare di «unità di memoria allo stato solido», un dispositivo basato sui semiconduttori per l’archiviazione dei dati. Lo spazio di memoria si amplia, la capacità della copertura wi-fi migliora, così come le funzionalità biometriche e quelle dei sensori 3D.
Fusioni e acquisizioni
Sempre nell’ambito dei chip, l’ondata di fusioni e acquisizioni nel campo della produzione di semiconduttori ha aumentato sia la concentrazione del settore (cinque compagnie detengono il 70% delle quote di mercato) sia la redditività delle singole società. Una ulteriore conferma della centralità dei chip è legata ai recenti sviluppi dell’intelligenza artificiale, dell’apprendimento automatico e del cloud computing, tutte attività che necessitano di enormi quantità di memoria a basso prezzo. Queste, in dettaglio, le possibili ricadute su alcuni dei principali titoli del comparto quotati a Piazza Affari.
StMicroelectronics
Azienda italo-francese produttrice di componenti elettronici e semiconduttori, è quotata a Piazza Affari ed è una delle blue chips che fanno parte dell’indice Ftse-Mib. Mercoledì scorso il titolo veniva scambiato a circa 64,5 euro per azione, in crescita di oltre il 140% rispetto a un anno fa. Tutti positivi i più recenti giudizi sul titolo da parte degli analisti. Martedì 30 giugno Morgan Stanley aveva confermato la raccomandazione «overweight» (sovrappesare in portafoglio) e alzato il target price a 78 euro. Il giorno precedente si erano pronunciate positivamente anche banche d’affari del calibro di Hsbc, Bank of America, Barclays e JP Morgan, che avevano tutte ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo, rispettivamente a 84 euro, 88 euro, 75 euro e 71,5 euro. Più indietro nel tempo, venerdì 12 giugno, Goldman Sachs aveva confermato a sua volta il giudizio «neutral» e alzato l’obiettivo di prezzo a 58 euro.
Reply
Sede a Torino, è uno dei principali fornitori italiani di consulenza informatica e servizi digitali. Mercoledì scorso a metà seduta il titolo, che appartiene al segmento Star, valeva 93,85 euro, con un aumento del 2,62% sulla chiusura precedente ma in calo del 36% circa rispetto alla quotazione di un anno fa. Quanto agli analisti, i report più recenti risalgono al maggio scorso, con i «buy» di Intesa Sanpaolo e Ubs (25 maggio e 19 maggio), mentre Bernstein sempre il 19 maggio aveva confermato il giudizio «market perform» (farà meglio del mercato).
Sesa
Leader in Italia nelle soluzioni tecnologiche a valore per le imprese, Sesa è quotata a Piazza Affari fra le Mid Cap ed è inserita nel segmento Star di Borsa Italiana. Il titolo rappresenta una delle principali holding italiane nel settore dell’innovazione tecnologica e dei servizi digitali per il segmento business, dalla cybersecurity all’intelligenza artificiale. A metà settimana il titolo veniva scambiato a Piazza Affari a 92,6 euro circa, con una performance di oltre il 7,5% rispetto a un anno fa. Quanto agli analisti, i giudizi più recenti risultano un po’ “datati”: gli ultimi in ordine di tempo sono quelli di Intesa Sanpaolo ed Equita Sim, entrambi del 13 marzo scorso. In entrambi i casi viene confermata la raccomandazione «buy», con un target price rispettivamente di 130 euro (confermato) e di 109 euro (in crescita).
Mastercard
Multinazionale statunitense che fornisce connessioni per pagamenti, processing delle transazioni, prodotti e servizi a consumatori, istituti finanziari, governi e aziende. A metà settimana (pomeriggio di mercoledì 1 luglio) il titolo (quotato anche sul segmento Global Equity Market di Borsa italiana) valeva a Piazza Affari 455 euro, con una crescita del 5,9% nell’ultimo mese ma il 3,7% in meno rispetto a un anno fa. Il consensus degli analisti per le azioni Mastercard indica prevalentemente un rating di acquisto forte, con stime che prevedono un potenziale rialzo basato sui target price. Le valutazioni mostrano una solida crescita, sostenuta da fondamentali stabili e da un’espansione dei ricavi.
Oracle
Società multinazionale del settore informatico, con sede ad Austin, Texas. L’azienda vende software e tecnologia per database, sistemi di ingegneria cloud e prodotti software aziendali, in particolare i propri marchi di sistemi di gestione di database. A metà settimana, poco prima della chiusura di mercoledì 1 luglio, il titolo a Piazza Affari valeva 127,76 euro, il 32% in meno rispetto alla quotazione di un anno fa. Secondo l’agenzia Teleborsa l’andamento nella settimana, rispetto all’indice Dax, rileva una minore forza relativa del titolo, che potrebbe diventare preda dei venditori pronti ad approfittare di potenziali debolezze. Teleborsa raccomanda dunque cautela nell’operatività agli investitori poco inclini ad affrontare perdite elevate, esortandoli alla ponderazione nell’investimento che risulta essere potenzialmente rischioso.
Netflix
Specializzata in servizi di streaming di film e telefilm con abbonamento, con il pagamento di una tariffa mensile che dà accesso a contenuto illimitato e on demand su computer, telefoni cellulari, televisori o altri dispositivi connessi. Il titolo (quotato anche sul segmento Global Equity Market di Borsa italiana) a metà settimana valeva a Piazza Affari 64,16 euro, il 42% in meno rispetto a un anno fa. Mentre Wall Street si preoccupa di un presunto rallentamento della crescita, l’analista Shay Bloor di Futurum Equities sostiene che il mercato stia interpretando erroneamente il business, offrendo quella che definisce una «opportunità» colossale per gli investitori più accorti.
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