Una seduta dominata dalla geopolitica spinge Piazza Affari sui massimi degli ultimi vent’anni. Il FTSE MIB chiude in rialzo dell’1,4% a quota 50.220 punti, superando una soglia che il listino non toccava dai primi anni Duemila, in piena era della bolla tecnologica.
A innescare il movimento è la crescente attesa per una possibile intesa tra Stati Uniti e Iran, dopo le indiscrezioni su una delegazione iraniana arrivata in Qatar per riaprire il canale negoziale. Il mercato interpreta il segnale come un possibile allentamento delle tensioni nel Golfo Persico, con effetti immediati su energia e asset rischiosi.La reazione più rapida si osserva sul greggio, che arretra sensibilmente in scia alla riduzione del rischio geopolitico.
Hormuz
Lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale via mare, resta il principale punto critico. Ogni segnale di distensione tra Washington e Teheran riduce la probabilità di interruzioni dei flussi energetici e porta a una revisione al ribasso delle quotazioni.
Il calo del petrolio sostiene i listini europei, con Milano tra i migliori mercati della seduta. Il FTSE MIB avanza dell’1,4%, superando la soglia psicologica dei 50 mila punti. A trainare il movimento sono soprattutto i titoli bancari e assicurativi, che beneficiano del miglioramento del quadro macro e della riduzione del rischio sistemico. Il miglioramento delle prospettive sull’inflazione energetica rafforza inoltre l’ipotesi di una politica monetaria meno restrittiva da parte della Banca centrale europea.
Le performance del listino: Avio, Nexi e Amplifon guidano i rialzi. Avio +7,2%, viene spinta dalla rinnovata fibrillazione per il settore della Space economy, in vista dell’Ipo di Space X, Nexi sale al +6,5%, Amplifon +3,9%, sostenuta da una revisione al rialzo degli analisti di Kepler Cheuvreux.
Segno opposto per il comparto energetico. Eni chiude a -1,1%, penalizzata dal ribasso del petrolio e dalla revisione delle attese sugli utili futuri. Il calo del greggio incide direttamente sulle prospettive di redditività del settore oil & gas, innescando prese di profitto dopo le recenti fasi di forza. Il comparto della difesa segna una delle peggiori performance della giornata.
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