La rivoluzione non russa, titolava ottimisticamente un decano del giornalismo; e neppure il collezionismo, aggiungiamo noi. Soprattutto d’estate, gli appassionati non rinunciano a dedicare almeno parte delle vacanze al turismo d’arte, con meno sensi di colpa rispetto al portafogli perché anche le gallerie si trasformano in versioni più poetiche e contemplative gettando i semi, attraverso mostre diffuse e progetti sul territorio, per future trattative. L’estate è un florilegio di iniziative, con la “longa manus” degli operatori di mercato quasi sempre decisiva nella scelta degli artisti, anche (e soprattutto) quelli presenti alle biennali o ai festival culturali. È un Grand Tour contemporaneo che dalla Laguna conduce fino all’Engadina, attraversando alcuni dei luoghi più iconici della ricerca artistica italiana. Venezia rimane il punto di partenza naturale. Conclusa la maratona mondana dei vernissage, la Biennale ritrova il suo tempo ideale: quello della visita lenta, della possibilità di tornare più volte tra i padiglioni dei Giardini e le architetture dell’Arsenale. Il percorso continua nelle grandi istituzioni che consolidano Venezia come una delle capitali internazionali del contemporaneo. Alla Fondazione Giorgio Cini, Georg Baselitz ripercorre il Ciclo degli Eroi; Ca’ Pesaro dedica alla pittrice Jenny Saville un’importante retrospettiva, mentre Punta della Dogana accoglie Third Person di Lorna Simpson, insieme al progetto di Paulo Nazareth dedicato ai temi della memoria e delle migrazioni.
Lasciata la Laguna, il viaggio prosegue verso la Toscana. Dal 16 luglio Cortona On The Move torna a disseminare mostre, installazioni e incontri nel tessuto medievale della città. Con Beautiful Country, la direttrice artistica Renata Ferri costruisce un racconto corale dell’Italia di oggi, affidandolo allo sguardo di autori italiani e internazionali. Le immagini si rincorrono tra palazzi storici, fortezze e cortili. La sedicesima edizione del festival si sviluppa come un’indagine sull’Italia degli ultimi decenni con 33 mostre tra personali e collettive, confronti generazionali, progetti inediti e committenze. Tra i progetti più significativi, quelli di Candida Höfer, che ha viaggiato in Italia portando il proprio modo di guardare anche sul vasto patrimonio architettonico del Paese, quello di Kourtney Roy che assume diverse forme e personaggi con un progetto su Napoli, e quello di Andrea Modica, con un progetto sulla memoria personale legata ai luoghi. Poco distante, tra San Gimignano, Colle di Val d’Elsa e Poggibonsi, l’Associazione Arte Continua (appendice di una delle gallerie top italiane) dimostra come l’arte pubblica possa trasformare il territorio senza alterarne l’identità. A Colle di Val d’Elsa, Leandro Erlich firma Sotto gli Archi del Tempo, tre installazioni permanenti che trovano posto sotto il Ponte di San Francesco, là dove nasce anche UMoca – Under Museum of Contemporary Art, il museo diffuso ideato con Cai Guo-Qiang. È un’idea di museo aperto, gratuito, attraversabile nella quotidianità. Prima di lasciare la Toscana, una sosta a Pietrasanta è quasi un rito. Da decenni è il luogo dove il collezionismo internazionale incontra il sapere delle botteghe, delle fonderie artistiche e dei laboratori del marmo; cuore della stagione è Le dimensioni dell’equilibrio di Gustavo Vélez, mostra diffusa che dissemina monumentali sculture in marmo e acciaio.
In Sicilia, Gibellina racconta una storia diversa. Prima Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea, la città simbolo della ricostruzione dopo il terremoto del Belice inaugura un anno di mostre, performance e interventi con il titolo Portami il Futuro. Tra gli appuntamenti più significativi, Domestic displacement, al Mac Ludovico Corrao, riunisce artisti come Mona Hatoum, William Kentridge, Shirin Neshat, Akram Zaatari, Santiago Sierra e Regina José Galindo. Lungo tutta la penisola corre anche la trama di Una Boccata d’Arte, il progetto promosso da Fondazione Elpis che invita venti artisti a vivere e lavorare in venti borghi italiani, uno per regione. Infine, la montagna. L’Engadina conserva il fascino discreto che da oltre un secolo richiama artisti e intellettuali. A Sils c’è Chesa Marchetta, il nuovo hotel di Artfarm restaurato da Luis Laplace, che interpreta l’ospitalità come un’estensione del collezionismo: nelle sale convivono Alberto Giacometti, Louise Bourgeois, Philip Guston e Nicolas Party. A Zuoz, Monica De Cardenas inaugura la prima personale svizzera di Guy Yanai.
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