Le quattro tigri asiatiche tornano a ruggire e fanno tremare economie ben più grandi di loro. Mentre Singapore continua a confermare il suo ruolo di hub finanziario affidabile, Hong Kong ha superato la Svizzera come principale centro finanziario transfrontaliero al mondo e Taiwan e Corea del Sud hanno compiuto da inizio anno un balzo impressionante, superando non solo le principali piazze europee ma anche l’India nella graduatoria mondiale delle Borse per capitalizzazione, alle spalle soltanto di Stati Uniti, Cina, Giappone e Hong Kong.
Dietro questo ruggito c’è la corsa all’intelligenza artificiale, una partita nella quale Taipei e Seul occupano posizioni strategiche grazie al loro dominio nelle catene globali dei semiconduttori e dell’hardware. Una traiettoria che è proseguita forsennata fino ai giorni scorsi. Con la recente debolezza dei tecnologici si sono infatti registrati fortissimi deflussi di capitali esteri da questi mercati, mostrando tutta la loro vulnerabilità.
I campioni dell’IA
Se c’è una tigre che finora ha guidato il gruppo, quella è Taiwan. Il suo principale indice di mercato, il Taiex, ha archiviato maggio con un +15%, mettendo a segno un +50% da inizio anno e un +92% negli ultimi dodici mesi. Quasi raddoppiato, nonostante la recente volatilità. D’altronde, Taipei è un importante polo per l’industria dei semiconduttori. Ospita numerosi produttori di chip che hanno visto le quotazioni azionarie impennarsi grazie all’intelligenza artificiale. Una su tutte è Tsmc (Taiwan Semiconductor Manufacturing Co.), il cuore della manifattura globale di chip, che è salita di oltre il 50% da inizio anno e del 120% in dodici mesi, diventando il primo titolo non americano per capitalizzazione. Nel frattempo, MediaTek, un’altra società di semiconduttori e il secondo maggiore componente del Taiex di Taiwan, ha registrato un balzo del 135% circa negli ultimi tre mesi e un aumento di oltre il 200% da inizio anno.
Discorso simile per l’altra tigre, la Corea, dove l’indice Kospi ha incassato un portentoso +166% negli ultimi dodici mesi e guadagnato circa il 28% nel solo mese di maggio, ovvero più di cinque volte il rendimento dell’indice S&P 500. Giugno non sta proseguendo con la stessa forza, ma la performance finora è stata da capogiro. Questo è dovuto principalmente alle due maggiori aziende del paese: Samsung Electronics e SK Hynix, guarda caso, entrambe importanti produttori di semiconduttori e hardware. I loro utili sono cresciuti vertiginosamente grazie all’esplosione della domanda di chip. Samsung ha recentemente riportato un fatturato trimestrale di 133,9 trilioni di won, pari a circa 88,4 miliardi di dollari, con una crescita del 43% rispetto al trimestre precedente e il suo titolo è scattato in avanti di circa il 152% dall’inizio dell’anno. Ancora più spettacolare la corsa di SK Hynix, il cui balzo è addirittura del 215% da gennaio e del 753% negli ultimi dodici mesi.
Un nuovo ordine mondiale
La corsa verticale di questi titoli ha disegnato un nuovo ordine mondiale. All’inizio dell’anno, la borsa taiwanese era nona per capitalizzazione di mercato. Ora è al quinto posto, secondo i dati di Bloomberg. La velocità della scalata impressiona quanto il risultato: a gennaio Taiwan ha superato la Francia, ad aprile il Regno Unito e il Canada, a maggio l’India. Ben quattro cambi di posizione in meno di sei mesi. Ma non è l’unico Paese a scalare la classifica. Il mercato azionario coreano ha conquistato a maggio la sesta posizione e ora, con gli ultimi rallentamenti, se la contende con l’India.
«I mercati non pesano le economie in sé. Pesano dove si concentrano aspettative, margini e potere tecnologico. – sottolinea Gabriel Debach, market analyst di eToro – Nel 2026 quelle aspettative si chiamano semiconduttori avanzati e infrastruttura IA. La mappa del capitalismo finanziario globale è cambiata rapidamente».
Certo, inseguire titoli che hanno raddoppiato o triplicato il proprio valore in pochi mesi comporta sempre dei rischi. Ma gli utili di questi colossi continuano a crescere a una velocità tale da offrire ancora sostegno ai fondamentali. Samsung, ad esempio, tratta a multipli inferiori rispetto alla statunitense Micron quotata a Wall Street, segnale che il mercato continua a riconoscere un rapporto rischio-rendimento favorevole al campione coreano.
Ma attenzione, perché il terreno non è privo di trappole. E lo si è notato proprio in queste ultime sedute. Innanzitutto, la dispersione che si verifica in questi mercati: solo pochi titoli selezionati registrano performance eccezionali mentre il resto del listino rimane fiacco. A questo si accompagna una forte concentrazione. La capitalizzazione combinata di Samsung e SK Hynix rappresenta oltre il 50% dell’intera capitalizzazione di mercato della Corea. Tsmc pesa circa il 42% dell’intero indice taiwanese, un livello che qualunque manuale di diversificazione definirebbe anomalo. «Finché il ciclo IA regge, il mercato continua a premiare. – avverte Debach – Quando arriverà una correzione settoriale, e nella storia arriva sempre, la velocità della discesa rischia di essere speculare a quella della salita». E in questi ultimi giorni è stato evidente.
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