Intesa Sanpaolo ha chiuso il primo semestre 2026 con un utile netto record di 5,6 miliardi di euro (+6,5%) e migliorato le stime sull’intero esercizio: l’obiettivo di utile netto per il 2026 sale infatti a oltre 10 miliardi di euro. Agli azionisti destinati oltre 5 miliardi tra dividendi e buyback, mentre continua il sostegno all’economia italiana con 25 miliardi di nuovi prestiti.
Dividendi e buyback
Uno degli elementi più rilevanti della semestrale riguarda la remunerazione degli azionisti. Nel primo semestre Intesa Sanpaolo ha maturato una distribuzione complessiva pari a 5,3 miliardi di euro, di cui 4,2 miliardi destinati ai dividendi. Di questi, circa 3,8 miliardi saranno distribuiti come acconto sul dividendo nel prossimo mese di novembre.
A questa cifra si aggiunge il programma di riacquisto di azioni proprie (buyback) da 2,3 miliardi di euro, avviato nel luglio 2026, confermando la forte capacità della banca di generare capitale e restituire valore agli investitori.
Crescono ricavi e redditività, calano i costi
Sul fronte operativo il semestre evidenzia un miglioramento diffuso dei principali indicatori. Il risultato della gestione operativa è aumentato del 9,1%, mentre il risultato corrente lordo è cresciuto dell’8,5% rispetto ai primi sei mesi del 2025.
I proventi operativi netti salgono del 5,3%, sostenuti dall’incremento delle commissioni nette (+4,9%), dal contributo dell’attività assicurativa (+5,5%), dalla forte crescita del risultato delle attività finanziarie valutate al fair value e da un lieve aumento degli interessi netti (+0,6%).
Parallelamente prosegue il lavoro sul contenimento della spesa: i costi operativi diminuiscono dello 0,7%, contribuendo a migliorare ulteriormente l’efficienza del gruppo.
Crediti deteriorati quasi azzerati
Incidenza dei crediti deteriorati sul totale dei finanziamenti allo 0,8% secondo la metodologia EBA (1,6% al lordo). L’esposizione verso la Russia risulta quasi completamente azzerata.
Patrimonio solido ben oltre i requisiti europei
Intesa Sanpaolo conferma inoltre una posizione patrimoniale robusta. Al 30 giugno 2026 il Common Equity Tier 1 Ratio si attesta al 13,1%, dopo aver già contabilizzato la distribuzione maturata nel semestre e il buyback avviato a luglio. Il coefficiente salirebbe al 13,8% considerando il beneficio derivante dall’assorbimento delle imposte differite attive (DTA).
Sostegno all’economia italiana e impatto sociale
Nei primi sei mesi del 2026 il gruppo ha erogato circa 25 miliardi di euro di nuovi finanziamenti a medio-lungo termine a famiglie e imprese italiane. Sul fronte delle aziende in difficoltà, la banca ha contribuito a riportare circa 1.200 imprese in bonis nel semestre, un dato che sale a 148.000 aziende dal 2014, contribuendo, secondo le stime del gruppo, a preservare circa 740.000 posti di lavoro.
Significativo anche l’impegno sul piano sociale: nel semestre sono stati concessi 3 miliardi di euro di social lending, mentre dal 2023 al primo semestre 2026 sono stati investiti oltre 1,1 miliardi di euro in iniziative contro la povertà e le disuguaglianze.
Messina: “Risultati che confermano la forza del modello”
Il ceo Carlo Messina ha commentato: “I risultati del primo semestre 2026 dimostrano la forte capacità di Intesa Sanpaolo di dare piena esecuzione al Piano d’Impresa 2026-2029 e di conseguire tutti gli obiettivi prefissati. Registriamo infatti i migliori sei mesi della nostra storia, grazie anche al miglior trimestre di
sempre, con un risultato netto pari a 5,6 miliardi di euro nel semestre e 2,8 miliardi di euro nel secondo trimestre”.
L’offerta a Mps
Sul tema dell’offerta a Mps, Messina ha detto: “A giugno abbiamo presentato al mercato e agli azionisti del Monte dei Paschi di Siena un’offerta che dà loro la possibilità di unirsi ad una Banca che opera – con una prospettiva sostenibile nel tempo – al servizio degli azionisti, delle famiglie e delle imprese di ogni
dimensione, dei territori e delle comunità, e che guarda con la massima attenzione al valore
delle proprie persone. L’obiettivo è dar vita insieme ad un gruppo ancora più solido e profittevole, protagonista in uno scenario globale di crescente complessità, in grado di mantenere un forte radicamento nell’economia, nella società, nelle capacità di sviluppo del nostro Paese. L’unione delle forze di Intesa Sanpaolo, della componente di Monte dei Paschi di Siena destinata a far parte del nuovo Gruppo e di Mediobanca consentirà di raggiungere i 2.000 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela entro il 2029, di espandere la leadership nelle attività al servizio di famiglie, imprese e gestioni patrimoniali, di dar vita ad un operatore di riferimento nel Credito al consumo, nel Wealth Management, nel Corporate & Investment Banking, e di crescere a livello internazionale. Il programma di assunzioni prevede l’ingresso nel Gruppo di 13.100 giovani. L’utile netto del nuovo Gruppo al 2029 è previsto superiore a 16 miliardi di euro, la distribuzione totale a favore degli azionisti è stimata in 61 miliardi tra il 2025 e il 2029. Il dividendo per azione è previsto in aumento a partire dal 2026″.
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