Leonardo in positivo a Piazza Affari (+1,5% a 54,08 euro) dopo i conti del primo trimestre 2026. Roberto Cingolani, ad uscente con l’assemblea del 7 maggio, lascia un’azienda con ordini a 9 miliardi (+31%), ebitda a 281 milioni (+ 33%), e un utile netto adjusted balzato a 184 milioni (+60%).
Lorenzo Mariani, nuovo ad, erediterà un portafoglio ordini a 57 miliardi di euro, il 27% in più rispetto allo stesso periodo del 2025 e una crescita che riguarda tutti i settori di business, in particolare l’Elettronica per la Difesa che ha spinto i ricavi.
Unica ombra, l’indebitamento netto che è salito a 3 miliardi (+44%) per l’acquisizione del business Iveco Defense (da 1,6 miliardi di euro).
I ricavi, in crescita a 4,4 miliardi, evidenziano un miglioramento rispetto ai primi tre mesi del 2025, pari al 10% al netto dell’effetto cambio negativo derivante dalla traduzione delle componenti statunitensi, principalmente Leonardo DRS nel settore dell’Elettronica per la Difesa (+7% ai cambi effettivi). Oltre all’Elettronica, bene gli elicotteri e l’aeronautica, grazie alla conferma del positivo andamento dei Velivoli e dei parziali recuperi dell’Aerostrutture e della partecipata GIE-ATR.
“Nel primo trimestre 2026 abbiamo conseguito ottimi risultati. Tutti i principali indicatori economico-finanziari registrano significativi progressi, a conferma dell’efficacia delle azioni commerciali e operative poste in essere dal gruppo e della strategia tecnologica integrata alla base del piano”, è il commento di Cingolani. “La revisione al rialzo sul rating, da parte di Moody’s, e sull’outlook, da parte di Standard & Poor’s, rappresentano un ulteriore segnale sulla solidità finanziaria. La finalizzazione dell’acquisizione del business Difesa di Iveco Group costituisce un passaggio strategico rilevante che rafforza il nostro posizionamento nella difesa terrestre, completa il portafoglio e consolida il ruolo di Leonardo come Original Equipment Manufacturer capace di integrare software, hardware e servizi digitali per la sicurezza e la difesa”.
Confermate le stime per l’intero esercizio: ordini a 25 miliardi di euro, ricavi per 21 miliardi, un ebita di oltre 2 miliardi e un indebitamento netto di circa 800 milioni, al netto dell’acquisizione di Iveco Defense Vehicles.
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