Non conosce tregua il rally forsennato di oro e argento. Oggi il metallo giallo si è spinto fino a un soffio dai 4.650 dollari l’oncia (massimo a 4.649,7 dollari per il futures con scadenza febbraio) toccando così i nuovi massimi assoluti. Stesso discorso per l’argento spintosi oltre i 92 dollari, con un balzo giornaliero di oltre il 6%.
L’assist al rally dei metalli arriva ancora una volta dalle attese su nuovi tagli dei tassi da parte della Federal Reserve per sostenere la crescita degli Stati Uniti. I preziosi continuano a trovare sponda come asset rifugio dai rinnovati attacchi alla Fed da parte dell’amministrazione Trump e di un contesto geopolitico che rimane decisamente teso.
Le materie prime stanno registrato guadagni corposi da inizio anno, dando così seguito al 2025 da record che ha visto l’oro apprezzarsi di oltre il 60% e l’argento segnare +145%.
Da inizio anno, l’oro ha già guadagnato oltre il 7%. “Gli ultimi rialzi fanno seguito alla pubblicazione dei dati sull’inflazione negli Stati Uniti, che sono risultati inferiori alle aspettative e hanno rafforzato le previsioni di tagli dei tassi, con un numero crescente di trader che ora prevede fino a tre tagli nel 2026. Tale scenario pesa sul dollaro statunitense, sostenendo l’oro a causa della correlazione inversa tra i due asset”, argomenta Ricardo Evangelista, senior analyst di ActivTrades.
Nel frattempo, i rischi geopolitici rimangono elevati, con l’ultima escalation in Iran che genera nuove preoccupazioni e rafforza ulteriormente l’attrattiva del metallo prezioso come bene rifugio. “Questa domanda è sostenuta anche dai rischi percepiti per l’indipendenza della Fed – aggiunge Evangelista – in quanto la pressione politica da parte della Casa Bianca continua ad aumentare. In questo contesto, le prospettive per i prezzi dell’oro rimangono orientate al rialzo”.
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