Mentre molti italiani sono già sotto l’ombrellone, la loro liquidità continua a lavorare poco o nulla. Parcheggiati tra conti correnti e depositi con remunerazione modesta ci sono infatti oltre 1.600 miliardi di euro. Una scelta dettata più dalla paura che da una strategia. E questo eccesso di prudenza si traduce in un boomerang in termini di potere d’acquisto considerando che simultaneamente l’inflazione galoppa al ritmo del 3% complice il caro-energia. Secondo gli ultimi dati diffusi da Bankitalia, sui soli conti correnti sono fermi 1.163 miliardi, con l’inflazione che ha eroso l’11,6% del potere d’acquisto delle somme depositate.
Oggi gestire la cassa senza perdere potere d’acquisto è diventato indispensabile. L’obiettivo non è fare il colpo grosso, ma evitare che il denaro si svaluti in silenzio. Per chi intende trascorrere le vacanze in pieno relax, senza volersi preoccupare dell’umore ballerino dei mercati, gli strumenti per mettere al lavoro il denaro senza assumere rischi inutili non mancano, dai pronti contro termine ai titoli di Stato a breve-medio termine, passando per i conti deposito, con questi ultimi che però hanno un po’ perso appeal tra i risparmiatori (-11 miliardi di euro nell’ultimo anno le somme sui conti vincolati), segnalando una preferenza per strumenti immediatamente disponibili piuttosto che per forme di risparmio immobilizzate nel tempo. Dalla simulazione fatta per Moneta da Consultique Scf, sul mercato sono presenti diverse offerte di conti deposito vincolati e non vincolati, che per le durate brevi (12 mesi) presentano rendimenti lordi nell’ordine del 3%, che al netto della tassazione del 26% risulta essere solo leggermente superiore a quello dei Bot di pari durata (1,99% lordo, ma con tassazione agevolata del 12,5%) o di Btp prossimi alla scadenza. Rendimenti generalmente inferiori ai migliori conti deposito e ai Bot invece dagli Etf monetari, ossia fondi di investimento quotati che replicano l’andamento del mercato monetario, investendo in strumenti a breve termine come titoli di Stato e certificati di deposito.
Su un orizzonte temporale più lungo a farsi preferire come rendimento netto sono i Btp. I migliori conti deposito a quattro anni infatti presentano rendimenti lordi tra il 3,25% ed il 3,50%, mentre un Btp di pari durata ha un rendimento lordo del 3,22% e quindi al netto fa meglio. Su una liquidità di 50mila euro lo spread a favore dei titoli di stato è di circa 600 euro con un guadagno netto di 5.785 euro rispetto ai 5.180 euro del conto deposito. «Per chi vuole gestire la liquidità a brevissimo termine, da qualche mese fino a un anno, vincono quindi i conti deposito vincolati oppure il Bot se invece si vuole la possibilità di svicolare l’investimento prima della scadenza. Invece per chi vuole un investimento senza pensieri con orizzonte superiore a un anno il Btp si fa preferire», sottolinea Piermattia Menon, senior financial analyst di Consultique Scf.
Il pronto contro termine è invece lo strumento più “da parcheggio” in senso stretto: un investimento a breve termine (3, 6 o 12 mesi) nel quale il cliente impiega una somma di denaro ottenendo un rendimento prefissato, mentre la banca si impegna a riacquistare alla scadenza i titoli ceduti inizialmente. È adatto a chi sa già quando tornerà a usare quei soldi e vuole evitare sorprese, perché la durata è breve e il meccanismo è lineare. Il limite è che il guadagno tende a essere modesto, soprattutto se confrontato con alternative che richiedono un orizzonte più lungo o accettano un minimo di oscillazione di prezzo. Il rendimento è fissato dalla banca e dipende dal titolo sottostante (solitamente dei titoli di Stato), ma generalmente si tratta di qualche punto base sopra l’Euro short-term rate, ossia il tasso di interesse benchmark per le banche dell’Eurozona, pubblicato quotidianamente dalla Bce (al 22 luglio era del 2,18%).
Per chi ha una liquidità importante può avere senso diversificare tra i vari strumenti che presentano una liquidabilità differente. A disposizione dei risparmiatori si stanno facendo largo anche strumenti ibridi quali il salvadanaio remunerato proposto da Satispay (il denaro viene investito in un fondo monetario gestito da Amundi AM) e che non prevede vincoli temporali. Lo stesso dicasi per i conti remunerati proposti da alcune banche digitali o neobank che prevedono una remunerazione fino al 3/3,5% per i nuovi clienti, senza vincoli.
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