L’Italia fa mangiare ancora una volta la polvere a Parigi: secondo JP Morgan, nel 2026 Francia, Belgio e Austria hanno il 50% di possibilità di un downgrading da parte di almeno una delle agenzie di rating (Moody’s, S&P Global Ratings o Morningstar DBRS). Per il nostro Paese, invece, JP Morgan parla di un potenziale miglioramento, con un 30% di possibilità. Un’ulteriore promozione per il governo Meloni, dopo che a fine novembre Moody’s aveva alzato il suo giudizio sul Paese per la prima volta in 23 anni, portandolo da Baa3 a Baa2.

Un report degli analisti Aditya Chordia e Matteo Mamprin spiega che “d’altro canto, intravediamo un certo rischio di rialzo (miglioramenti del rating e/o delle prospettive) per i Paesi dell’Europa meridionale”.
La Francia in particolare, spiega lo studio, ha subito un deterioramento dei punteggi di credito e sconta la sua difficoltà nel risanare le finanze pubbliche. A rischio declassamento anche la Finlandia.
Al contrario Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna hanno “discrete possibilità” di una rivalutazione positiva.
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