L’inflazione torna aggressiva e la Federal Reserve è costretta ad alzare i tassi d’interesse per la prima volta in tre anni. La banca centrale ha votato all’unanimità per aumentare il tasso di interesse di riferimento portandolo dall’intervallo 3,5%-3,75% a quello 3,75%-4%. Ma se il denaro più caro favorisce in prima battuta banche e finanziarie, per tutti gli altri settori economici, dall’industria al commercio, la mossa della banca centrale Usa è destinata inevitabilmente a tradursi in un aggravio dei costi di gestione per molte aziende.
Potenzialmente a soffrire in modo particolare sono le società tecnologiche. In una parola le cosiddette big tech, da Apple ad Amazon, da Google a Microsoft. Si tratta di società mediamente più indebitate rispetto alla media e per questo il sacrificio che dovranno affrontare risulta per tutte particolarmente gravoso. Per le società del comparto quotate in Borsa (in massima parte a Wall Street), le prospettive a breve-medio termine potrebbero essere incerte anche se l’ultima tornata di trimestrali ha confermato il loro ottimo stato di salute, anche se in alcuni casi il mercato ha storto il naso davanti all’esplosione della voce legata agli investimenti per l’intelligenza artificiale.
L’ultima tornata di rialzi dei tassi da parte della Fed, nel 2022, non è di buon auspicio per il settore tech in generale, visto che quell’anno il Nasdaq indietreggiò del 35% circa.
Quanto a Piazza Affari, è StMicroelectronics la società leader del settore tech. Fa parte delle blue chips del listino e in questi giorni è stata oggetto di analisi da parte di Ubs, i quali hanno ribadito la raccomandazione «buy» sul titolo grazie a un rapporto rischio-rendimento giudicato interessante. Per gli esperti della banca svizzera, infatti, Stm è sostenuta dall’opzionalita legata ai data center in due mercati in forte crescita: i semiconduttori di potenza per l’intelligenza artificiale e la fotonica su silicio. Nel dettaglio, la società appare «ben posizionata per cogliere la domanda incrementale mano a mano che le implementazioni si espandono».
Apple
Multinazionale statunitense che produce sistemi operativi, smartphone, personal computer e dispositivi multimediali, ha sede a Cupertino in California. Quotata dal dicembre 1980 al Nasdaq, il mercato dove sono presenti le più grandi società tecnologiche e non finanziarie del mondo, valeva a metà settimana (tarda mattinata di mercoledì 16 settembre) poco più di 331 dollari per azione. Secondo il consensus degli analisti di Wall Street il target price medio a 12 mesi per le azioni Apple si colloca però a un livello leggermente inferiore, intorno a 325,66 dollari.
Amazon
Società multinazionale con sede principale a Seattle nello Stato di Washington, è la principale società di ecommerce al mondo. Il titolo, quotato al Nasdaq, valeva mercoledì 16 settembre poco meno di 250 dollari, in calo rispetto alla seduta precedente. La società è quotata anche a Milano e mercoledì 16 settembre il titolo a metà seduta valeva poco più di 215 euro, in crescita di circa il 9% rispetto a un anno fa.
I giudizi degli analisti sono in prevalenza orientati al rialzo. Il target price medio a 12 mesi è di circa 328 dollari, con stime che oscillano tra un massimo di 405 a un minimo di 230 dollari. La maggior parte degli esperti è positiva sul titolo e mantiene una raccomandazione di acquisto o quanto meno di mantenimento.
Alphabet
Il titolo Alphabet, che rappresenta la società madre di Google oltre che di molte altre aziende tecnologich]e, è quotato a Wall Street. Il prezzo obiettivo medio a 12 mesi è stimato intorno a 428,07 dollari, con una previsione massima di 515 e una minima di 340 dollari. La maggior parte delle banche d’affari che hanno copertura sul titolo Alphabet mantiene una raccomandazione positiva sul titolo, giudicato prevalentemente «buy» (da comprare) dagli analisti.
Microsoft
Azienda multinazionale statunitense leader nel settore informatico, con sede a Redmond, nello Stato di Washington, è stata fondata nel 1975 da Bill Gates e Paul Allen. Oggi è una delle principali aziende mondiali nei settori del software e dei servizi informatici. A metà settimana (tarda mattinata di mercoledì 16 settembre) il titolo veniva scambiato a poco più di 497 dollari, senza variazioni rispetto alla chiusura precedente. Il titolo è in crescita del 2% rispetto a sei mesi fa ma solo in leggero calo (-3%) rispetto a un anno fa. Il prezzo obiettivo medio a 12 mesi per le azioni Microsoft è di circa 572,92 dollari, con un potenziale rialzo rispetto ai valori attuali. Sul titolo prevalgono i giudizi positivi con un orientamento all’acquisto. Il valore massimo stimato dagli analisti raggiunge gli 870 dollari, mentre la stima minima si attesta attorno ai 400 dollari.
StM
L’azienda italo-francese produttrice di semiconduttori veniva scambiata a Piazza Affari a metà seduta di mercoledì 16 settembre a 42,9 euro, in crescita del 2,7% rispetto alla chiusura precedente. Gli analisti di Ubs ribadiscono la raccomandazione buy sul titolo e continuano a giudicare “interessante” il rapporto rischio-rendimento.
Per gli esperti, infatti, la società «è sostenuta dall’opzionalità legata ai data center in due mercati in forte crescita: i semiconduttori di potenza per l’intelligenza artificiale e la fotonica su silicio». Non solo: «Grazie alla capacità produttiva disponibile e a una quota attualmente relativamente bassa nel mercato dei semiconduttori di potenza per l’intelligenza artificiale la società appare ben posizionata per cogliere la domanda incrementale man mano che le implementazioni si espandono».
Le previsioni per il titolo StM sono caratterizzate da un quadro misto, con target price medi degli analisti che variano a seconda delle stime e si collocano tra un potenziale di rialzo moderato e un orientamento prudente a seconda delle visioni di breve o lungo termine.
Il consensus generale degli analisti sulle azioni del gruppo dei chip si orienta verso un giudizio prevalentemente positivo (le raccomandazioni «buy» sono le più ricorrenti) sia nel breve sia nel medio-lungo termine, pur evidenziando una certa variabilità legata alla ciclicità del settore dei semiconduttori. Secondo l’analisi tecnica di Teleborsa, lo scenario prevede per il titolo un ampliamento della fase ribassista al test del supporto 40,81. Prima resistenza a 43,71.
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