Michael Burry, l’investitore reso celebre dal film The Big Short, vede nell’euforia per l’intelligenza artificiale un’eco degli ultimi mesi della bolla dot-com. In un post pubblicato sulla sua newsletter Substack Cassandra Unchained, Burry ha scritto che oggi sui mercati “non si parla d’altro” che di IA e ha paragonato la corsa dei titoli tecnologici alla fase finale del rally del 1999-2000. Il riferimento principale è il Philadelphia Semiconductor Index, il SOX, che raccoglie 30 titoli quotati negli Stati Uniti legati alla progettazione, produzione, distribuzione e vendita di semiconduttori. Secondo Burry, la traiettoria recente dell’indice ricorda quella precedente al crollo dei titoli tecnologici nel marzo 2000. Il SOX è salito di oltre il 10% nell’ultima settimana e di circa il 65% da inizio 2026, spinto dalla domanda di chip, data center e infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
S&P 500 ai massimi
Venerdì l’S&P 500 ha toccato un nuovo massimo storico, sostenuto da un rapporto sull’occupazione statunitense migliore delle attese e dal rally dei titoli legati all’AI. Secondo Burry, però, il mercato non sale davvero per i dati sul lavoro o per la fiducia dei consumatori. Sale perché dilaga l’ubriacatura da intelligenza artificiale, a dispetto dei risultati reali che questa tecnologia fornirà alle aziende. Questo non significa che l’IA sia una tecnologia vuota, come accadde nel 2000 la bolla scoppiò nonostante internet fosse reale. A crollare furono le valutazioni, gonfiate da aspettative irrealistiche e dalla convinzione che la crescita futura giustificasse qualsiasi prezzo. Oggi il rischio indicato da Burry è simile: le società dei chip, del cloud, dei data center e del software IA stanno incorporando nei prezzi una traiettoria quasi perfetta di crescita.
C’è da ricordare tutta via che Burry ha già scommesso contro Nvidia e, finora, il mercato gli ha dato torto. Le sue posizioni short sul titolo sono arrivate mentre il colosso dei chip continuava a beneficiare della fame di queste componenti, fondamentali per lo sviluppo delle nuove macchine intelligenti e a salire in borsa.
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