Gentile redazione,
sono sposato in regime di separazione dei beni e possiedo alcuni investimenti finanziari intestati esclusivamente a me. In caso di mia scomparsa, mia moglie avrebbe comunque diritto a una quota di questi strumenti oppure la separazione dei beni mantiene distinti i patrimoni anche ai fini della successione?
Cordiali saluti,
Paolo M.
Brescia
Gentile Paolo,
al suo quesito risponde l’avvocato Edoardo Tamagnone. La separazione dei beni riguarda i rapporti patrimoniali durante il matrimonio, ma non elimina i diritti successori del coniuge. Alla sua morte, fondi e titoli intestati esclusivamente a lei entreranno nell’eredità e sua moglie ne riceverà una quota: in assenza di figli, l’intero patrimonio se non vi sono altri successibili rilevanti; con un figlio, la metà; con due o più figli, un terzo. Il coniuge conserva inoltre una quota riservata anche in presenza di testamento. La soluzione più semplice è generalmente un testamento, preferibilmente predisposto con assistenza notarile, che consenta di distribuire il patrimonio rispettando le quote di legittima e di evitare incertezze tra gli eredi. La cointestazione del conto non sostituisce il testamento: alla morte di uno dei titolari, la quota di sua pertinenza entra comunque in successione e la cointestazione può generare contestazioni sulla provenienza delle somme.
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