Stipendi troppo bassi. Più della metà dei lavoratori italiani (57,7%) ritiene la propria retribuzione non adeguata al lavoro che svolge; e il 55,4% dei dipendenti asserisce che la busta paga non consente di
risparmiare. E’ quanto emerge dal 9° Rapporto Eudaimon-Censis dal titolo «A ognuno il suo welfare aziendale: la sfida praticabile. Il punto di vista di lavoratori e aziende».
Dal rapporto presentato oggi a Roma emerge inoltre che secondo il 71,3% dei dipendenti ci sono le condizioni tecnologiche ed economiche per tagliare il tempo dedicato al lavoro, con ad esempio la settimana lavorativa di quattro giorni; lo pensano soprattutto i più giovani (82,8% dei 18-34enni, 72,9% dei 35-49enni), mentre la percentuale scende al 64% tra chi ha 50 anni e più.
Per il 55,1% dei dipendenti far carriera non è una priorità nella vita, per il 33,8% sì, l’11,1% non esprime un’opinione. Al 64,7% dei lavoratori capita di perdere il senso del proprio lavoro, concepito solo come fonte per avere reddito. Per il 44,7% degli occupati il lavoro è più un obbligo che una passione, per il 42,7% no e il 12,6% non ha un’opinione precisa. Il 51,1% degli occupati dipendenti preferirebbe un’azienda di cui condivide i valori anche se in altre aziende sarebbe pagato di più. Il 26,9% no e il 22% non sa.
Tra le cose viste come molto negative ci sono messaggi, e-mail o chiamate fuori orario: ricevere e-mail, messaggi, telefonate ecc. fuori dell’orario di lavoro mette ansia al 45,8% degli occupati. Il 43,9% degli occupati ha scelto di praticare il “diritto alla disconnessione”, non rispondendo a e-mail, messaggi, chiamate ecc. fuori dall’orario lavorativo, il 49,3% continua a farlo e il 6,8% non ha effettuato scelte in proposito. Tra quelli che optano a non rispondere a e-mail e messaggi fuori dall’orario di lavoro spiccano i giovani (57,7%), percentuale che scende al 47,5% tra i 35-49enni e al 33,7% degli over 50.
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