Nel primo trimestre dell’anno le indicazioni di aumento dei prezzi delle abitazioni si sono rafforzate, con il saldo tra giudizi di rialzo e ribasso salito a 12 punti percentuali da 9 nel trimestre precedente. Lo rileva il sondaggio congiunturale di Bankitalia sul mercato immobiliare, che segnala pressioni positive in tutte le macroaree, soprattutto nel Nord-Est e nel Centro, mentre nel Sud e nelle Isole il quadro resta più disomogeneo tra città e aree non urbane. Alla base, spiega il report di via Nazionale, continua a esserci un’offerta limitata di immobili su tutto il territorio.
Si riducono anche gli sconti medi rispetto al prezzo inizialmente richiesto dal venditore, tornati sui livelli di un anno fa. Il ribasso è più contenuto nel Nord-Est, dove la domanda resta più vivace, mentre nel Sud e nelle Isole gli sconti rimangono i più elevati d’Italia, soprattutto nei centri minori. In calo pure i tempi medi di vendita, tornati sui livelli del primo trimestre 2025.
Sul fronte dei finanziamenti, la quota di acquisti sostenuti da mutuo ipotecario si è attestata al 65%, su livelli storicamente alti, con un loan to value stabile attorno al 77%. Restano fermi anche gli ostacoli al credito, che per il 17% delle agenzie continuano a pesare nelle cessazioni di incarico. Sul mercato degli affitti, infine, i canoni restano in crescita ma rallentano: il saldo tra rialzi e ribassi scende a 31 punti, con la frenata più visibile nelle città.
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