Estate caldissima. Non c’entra il clima già maledetto per come ci soffoca di giorno e di notte, contro l’afa possiamo almeno difenderci, ventaglio, condizionatore, stando attenti non alla temperatura ma allo schieramento di destra e di sinistra (Bonelli il docente di tale idiozia), borsa del ghiaccio, fazzoletto, annodato ai quattro angoli, fradicio d’acqua appoggiato sul capo caldo. No, ripeto, tutto questo si può affrontare, come ricordano vecchi telegiornali e antiche cronache giornalistiche.
Prezzi altissimi
Il problema è un altro, alta stagione e prezzi altissimi dei trasporti. Evito di affrontare il tema delle ferrovie, lavori di ammodernamento, agguati, attentati, situazione border line. Ma vogliamo parlare degli aerei? Vogliamo parlare dei prezzi al botteghino. Porto un esempio personale così chiariamo subito che non si tratta di voce di popolo non verificata o verificabile. Dunque un volo da Brindisi a Milano costa 525 euro, non svelo la compagnia di trasporto. Sto scrivendo di sola andata. Ebbene il volo di ritorno ma da uno scalo diverso da quello milanese, scende a 321 euro. Siamo pazzi? Mannò, siamo in Italia, prendere o lasciare, versare il dovuto o ricorrere all’autostop.
Albania e Cipro
Dice: ma il turismo? Che vada altrove, che si imbarchi per le Americhe, che scelga l’Albania o le isole greche o Cipro, qui non c’è trippa per gatti e c’è soltanto caviale per chi se lo può permettere. Non c’è spiegazione, o meglio le compagnie spiegano che il costo del carburante è aumentato, che i prezzi di gestione pure, che il traffico aereo ha le sue esigenze. Risulta che il costo può aumentare fino al 900 per cento durante i periodi di alta domanda, a causa del sistema di prezzi dinamici delle compagnie aeree. E i viaggiatori? E i malcapitati che puntano al last minute e si ritrovano con biglietti tipo Borsa nera? È un mercato senza logica, se non quella di pura speculazione.
La pubblicità
La pubblicità ci martella di splendide offerte premio, sconti e agevolazioni, poi di avvicini all’agenzia di viaggi e scopri una realtà meno magica e affascinante, a una famiglia serve accendere un mutuo per andare in vacanza, si ritorna all’automobile con il portapacchi sopra il tettuccio, la benzina costa ma non come il biglietto per Brindisi o Palermo, le autostrade sono intasate dal traffico e bloccate dai lavori ma le difficoltà all’imbarco nei vari aeroporti, il prezzo dei bagagli non hanno uguali. È un punto di non ritorno, alcune compagnie sono in crisi, altre sono fallite, altre sono in vendita, protestano i sindacati ma non si intravvede il nuovo decollo. Di certo con quei costi si può benissimo cambiare destinazione di arrivo, da Brindisi si punta verso New York, il mare non è lo stesso, il clima è diverso, la lingua pure ma almeno potrai raccontare agli amici e ai parenti che con quella cifra lì sei andato nella Grande Mela. A Brindisi, forse a novembre.
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