Il caro-tazzina non si ferma. Oggi in Italia l’espresso al bar costa quasi un quarto in più rispetto a cinque anni fa, dopo una serie di rincari progressivi. Tant’è che in alcune città il prezzo del caffè ha superato ormai la soglia fatidica di 1,50 euro. Lo ha rilevato il Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc), in collaborazione con Assoutenti.
Sulla base dei dati raccolti nelle varie province italiane, emerge che l’espresso costa in media 1,29 euro, ben 25 centesimi in più rispetto al 2021, con un incremento del 24,2% rispetto a cinque anni fa, ma con un andamento molto diversificato a seconda delle zone d’Italia. Bolzano si conferma la città col prezzo più alto, pari a 1,51 euro a tazzina, seguita da Pescara con 1,49 euro, ma in totale ben 11 province hanno raggiunto o superato la soglia psicologica di 1,4 euro a caffè (Ferrara, Belluno, Ravenna, Trieste, Parma, Trento, Padova, Treviso e Udine).
Sul versante opposto della classifica, Messina risulta oggi la città più economica, con un prezzo medio di 1,06 euro, tallonata da Catanzaro (1,08 euro); assieme ad Aosta, Siracusa, Varese, Roma e Pistoia sono le uniche province con un prezzo inferiore a 1,20 euro.
Secondo lo studio, a favorire i rincari non è solo il maggior costo della materia prima. “Alla base degli aumenti registrati ai bar ci sono altri fattori, come il rialzo dei costi energetici e di gestione in capo agli esercenti, che vengono poi scaricati sui prezzi finali al consumatore”, si legge.
A cambiare non sono solo i prezzi, bensì anche le abitudini degli italiani. Si registra infatti un sensibile incremento dei consumi per il caffè in chicchi, che nel 2026 segna in Italia un aumento delle vendite del +33%, con un numero crescente di italiani che lo preferisce a cialde e capsule. Una tendenza che, unitamente ai continui rincari della tazzina, potrebbe presto portare a minare il primato dell’espresso al bar, oggi rito irrinunciabile per milioni di cittadini.
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