Fuga dal turismo di folla, con la riscoperta dei borghi. Sarà una delle tendenze di questa estate, con il Molise che guida la crescita. Secondo i dati che emergono dalle analisi di oltre 7300 prenotazioni di Ruralis, realtà attiva nello sviluppo del turismo diffuso nei piccoli comuni italiani, l’estate 2026 è caratterizzata da soggiorni più lunghi del 46% nelle destinazioni minori e prenotazioni di valore più alto. Infatti, la spesa media per prenotazione è passata da 269 a 469 euro, pari a un +74%.
“Il turismo di prossimità è diventato una scelta consapevole, di chi cerca tempo, spazio e un’esperienza diversa dal solito. A spingerlo si aggiungono fattori più immediati che caratterizzano l’estate 2026, come la tendenza a prenotare sotto data e l’incertezza sui voli tra prezzi in rialzo e rotte ridotte, che orientano molti viaggiatori verso mete più vicine”, commenta Nicolas Verderosa, amministratore delegato di Ruralis.
Dal Molise a Scalea, come cambia la geografia delle vacanze
Lo spostamento ha una geografia precisa. Le regioni che stanno attirando il maggior interesse sono, Molise, Basilicata, Sicilia, Emilia-Romagna e Abruzzo. In testa c’è una sorpresa, il Molise, la regione più spesso citata per ironia che per turismo, è invece quella che cresce di più.
Tra i singoli borghi il caso più evidente arriva dal Sud. A Scalea, in provincia di Cosenza, sulla Riviera dei Cedri, l’occupazione già prenotata per agosto è al 32%, contro il 28% rilevato alla stessa data del 2025; in anticipo anche luglio, 22% contro 20%. Il borgo medievale di Scalea, arroccato su una collina affacciata sul Tirreno conserva i resti del castello normanno e storicamente collegato all’area dell’antica Laos della Magna Grecia, situata nelle vicinanze, è rimasto a lungo fuori dai grandi flussi turistici, ma oggi intercetta questa nuova domanda di prossimità diventandone il protagonista.
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