Wimbledon non è soltanto il torneo di tennis più prestigioso del mondo. È anche uno degli eventi sportivi con il maggiore impatto economico, che quest’anno distribuirà un montepremi record da 64,2 milioni di sterline (oltre 75 milioni di euro), in crescita del 20% rispetto al 2025. Un aumento senza precedenti che, tuttavia, non è bastato a placare le proteste dei giocatori.
Per l’Italia, intanto, il torneo londinese continua a tradursi in un importante flusso di ricavi. Tra i protagonisti ancora in corsa spicca naturalmente Jannik Sinner, che giocherà domani i quarti contro contro J. L. Struff, mentre gli altri azzurri eliminati torneranno comunque a casa con assegni di tutto rispetto. Ancora in gara anche Flavio Cobolli, che oggi ha vinto gli ottavi contro De Minaur, e Jasmine Paolini, che si è imposta contro Eala. Entrambi si sono assicurati un montepremi di almeno 400.000 sterline, proprio come Jannik, grazie alla qualificazioni ai quarti.
Quanto vale ogni turno di Wimbledon
Previsti premi crescenti a ogni passaggio del torneo. Nel singolare maschile e femminile gli assegni sono:
- Primo turno: 66.000 sterline
- Secondo turno: 99.000 sterline
- Terzo turno: 152.000 sterline
- Ottavi di finale: 240.000 sterline
- Quarti di finale: 400.000 sterline
- Semifinali: 775.000 sterline
- Finalista: 1,9 milioni di sterline
- Vincitore: 3,6 milioni di sterline
Il solo titolo vale quindi oltre 4 milioni di euro.
Sinner guida la pattuglia italiana: quanto ha già guadagnato
Tra gli italiani ancora in gara il nome di riferimento è quello di Jannik Sinner.
Approdando agli ottavi di finale, il numero uno del mondo si è già assicurato 240.000 sterline, pari a circa 280 mila euro. Se dovesse qualificarsi ai quarti il premio salirebbe immediatamente a 400.000 sterline, mentre un’eventuale semifinale garantirebbe 775.000 sterline.
L’obiettivo finale, naturalmente, è difendere il titolo conquistato nel 2025, traguardo che quest’anno gli consentirebbe di mettere in cassaforte 3,6 milioni di sterline.
Gli italiani eliminati: assegni comunque molto ricchi
Anche per gli azzurri che hanno concluso il proprio cammino londinese il torneo ha garantito assegni molto consistenti.
Si sono fermati al primo turno Matteo Arnaldi, Luciano Darderi e Mattia Bellucci, che hanno comunque incassato 66.000 sterline ciascuno, oltre 75 mila euro.
Ha invece raggiunto il secondo turno Tyra Grant, assicurandosi 99.000 sterline a testa.
Il miglior risultato tra gli eliminati finora appartiene a Matteo Berrettini e Lorenzo Sonego, che si sono spinti fino al terzo turno, portando così a casa un assegno da 152.000 sterline.
Perché i tennisti continuano a protestare nonostante il montepremi record
L’aumento del 20% del montepremi di Wimbledon deciso dall’All England Club non ha chiuso la disputa tra i giocatori e gli organizzatori degli Slam, seguendo lo stesso copione già registrato per il Roland Garros.
Nelle settimane precedenti all’inizio del torneo, numerosi big del circuito – compreso Sinner – avevano aderito a una protesta simbolica limitando gli impegni con i media. La contestazione non riguarda infatti l’entità assoluta dei premi, ma la quota dei ricavi complessivi destinata agli atleti.
Secondo i rappresentanti dei giocatori, oggi il prize money rappresenta poco meno del 15% dei ricavi generati da Wimbledon, mentre la richiesta è di arrivare almeno al 16% nell’immediato, con l’obiettivo di raggiungere il 22% entro il 2030. Le richieste comprendono anche maggiori investimenti in pensioni, assistenza sanitaria, maternità e welfare per i tennisti professionisti.
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