Dal primo gennaio 2026, ottenere o rinnovare lo SPID tramite Poste Italiane non è più gratuito: per milioni di italiani il costo annuale è ora di 6 euro. La mossa segna la fine di un’era: Poste è stato a lungo il provider più diffuso in Italia, scelto da circa l’80% degli utenti, e fino a poco tempo fa offriva il servizio senza costi.
Il cambiamento non sorprende del tutto: negli ultimi anni sempre più gestori hanno abbandonato il modello gratuito. Aruba, InfoCert e Register.it, tra gli operatori privati più noti, hanno introdotto formule a pagamento o miste. Secondo Assoutenti, la decisione è legata ai ritardi nei fondi statali che avrebbero dovuto sostenere il servizio: senza un contributo diretto dagli utenti, gestire lo SPID è diventato insostenibile per molti provider.
Le alternative ancora gratuite
Nonostante il panorama si stia restringendo, restano alcune possibilità per ottenere lo SPID senza pagare, soprattutto se si utilizza l’identificazione tramite CIE, CNS o firma digitale. Tra i principali provider:
- LepidaID: gratuito con CIE, CNS o firma digitale
- SielteID: gratuito con CIE, CNS o firma digitale
- EtnaID: gratuito con CIE, CNS o firma digitale
- ID InfoCamere: completamente gratuito.
- Intesi Group ID: gratuito con CIE, CNS o firma digitale
- TeamSystemID: gratuito con CIE, CNS o firma digitale
La scelta del provider e del metodo di identificazione diventa quindi fondamentale per chi vuole continuare a usare lo SPID senza costi. Il cambiamento riflette un passaggio più ampio nel digitale italiano: dai servizi pubblici gratuiti verso formule ibride o a pagamento, con impatto diretto sugli utenti che ogni giorno accedono a servizi della Pubblica Amministrazione e piattaforme private.
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