Per Saipem, nel 2025 fatturato oltre quota 15,5 miliardi, ben 500 milioni sopra le attese del gruppo e con un tasso di crescita del 6,5% sull’esercizio precedente. In progresso del 29,1% a 1,7 miliardi il margine operativo lordo, mentre sale da 306 a 310 milioni di euro l’utile netto, con una generazione di cassa che balza del 56,8% a 792 milioni di euro. Si attesta a 13 miliardi l’acquisizione di nuovi ordini, mantenendo il valore del portafoglio al di sopra dei 31 miliardi di euro.
Il dividendo
Invariato invece il dividendo a 17 centesimi, corrispondenti a circa 333 milioni ridistribuiti agli azionisti, che si allinea alle previsioni del gruppo. In miglioramento la posizione finanziaria netta a monte dei principi contabili Ifrs 16, positiva per 999 milioni, ossia 316 in più rispetto a fine 2024. Il dato diventa invece negativo per 498 milioni includendoli, per effetto anche del prospettato acquisto della nave da perforazioni in acque profonde Deep Value Driller, approvato ieri dal consiglio di amministrazione insieme al bilancio.
L’anno si è chiuso confermando per la quarta volta consecutiva la “traiettoria di crescita e di miglioramento della profittabilità unitamente a un’ulteriore accelerazione nella generazione di cassa”. Lo si deduce anche dal quarto trimestre, che in un clima di incertezza globale ha visto crescere i ricavi del 2,2% a 4,51 miliardi e il margine operativo lordo del 21,5% a 515 milioni, con nuovi ordini acquisiti per circa 5,4 miliardi di euro.
Le previsioni 2026
Per il 2026 Saipem prevede di raggiungere ricavi per circa 15,5 miliardi, con un margine operativo lordo intorno a 1,9 miliardi è una generazione di cassa operativa di circa 1 miliardo al netto dei canoni di locazione. Previsti anche investimenti tecnici per circa 450 milioni, escluso l’acquisto della Deep Value Driller, con una generazione di cassa di circa 600 milioni al netto dei canoni di locazione ed esclusa la spesa per la citata nave per interventi di perforazione in acque profonde.
Subsea 7
Il gruppo attende ora di concludere il percorso che porta alle nozze con la norvegese Subsea 7 annunciate lo scorso febbraio, che a novembre ha ottenuto il via libera dell’Antitrust del Regno Unito, mentre il dossier è ancora allo studio in Brasile. Il ceo di Saipem ha spiegato che il closing è atteso per il secondo semestre 2026.
Il Venezuela
Oggi, nella call con gli analisti per presentare i risultati, il ceo Alessandro Puliti ha parlato delle prospettive internazionali del gruppo. A partire dal Venezuela. “La situazione in Venezuela sta cambiando molto rapidamente. Saipem ha lavorato fino ad una decina di anni fa e poi siamo usciti dal Paese. Siamo pronti a tornare non appena ci sarà richiesta da parte dei clienti, sia onshore che offshore”, ha detto.
Il Mozambico
“Siamo pronti a tornare – ha aggiunto – a supporto dei nostri clienti quando questi riterranno che ci saranno le condizioni per tornare ad investire nel Paese. Siamo pronti a tornare nel momento in cui ci saranno gare o opportunità. Per quanto riguarda il Mozambico registriamo l’evoluzione positiva degli ultimi mesi”. Puliti ha aggiunto che la società non prevede “alcuna revisione degli ordini arretrati nel primo trimestre. Potrebbero esserci novità verso la fine del secondo trimestre, una volta completato il processo di riavvio con fornitori, subappaltatori e clienti. Attualmente stiamo riesaminando gli ordini di acquisto e i subappalti per riflettere i costi di escalation e di ripresa, ma questo processo non sarà completato entro la fine del primo trimestre”.
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