Le sigarette tradizionali si stanno lentamente spegnendo: che fumare sia poco salutare, ormai, lo sanno pure i sassi. Nel frattempo, si è però acceso curioso filone del collezionismo che ha a che fare con il mondo del tabacco. I posacenere d’alta manifattura sono infatti oggetti di particolare pregio, capaci di attirare l’attenzione di appassionati del genere e di curiosi che magari non hanno mai sfiorato una bionda in vita loro. Così, mentre cambiano le abitudini dei consumatori, si trasforma ed evolve anche il valore degli oggetti legati al rituale del fumo: da semplici accessori, i posacenere più raffinati approdano oggi sul mercato internazionale del collezionismo con prezzi sorprendenti, in linea con quelli dei capolavori novecenteschi del design.

Gli affari, è proprio il caso di dirlo, rinascono dalle ceneri del passato. «Le creazioni più sofisticate e originali non sfuggono agli occhi degli intenditori. Esiste infatti un consolidato collezionismo di posacenere legato a marchi o materiali specifici. Tra i brand più ricercati si distingue Danese, storica azienda milanese che al suo interno annovera pezzi di Angelo Mangiarotti ed Enzo Mari oggi altamente collezionabili. Altrettanto apprezzati sono i posacenere in vetro di Murano firmati da Carlo Scarpa per Venini o realizzati dalle storiche vetrerie Seguso, autentici esempi di alta manifattura italiana», spiega a Moneta Jacopo Menzani, capo dipartimento Design di Pandolfini Casa d’Aste.
Ottone e porcellana
Per quanto riguarda i materiali, gli appassionati hanno davvero l’imbarazzo della scelta: ci sono infatti pregiati posacenere realizzati in cristallo, madreperla, porcellana e vetro, ma anche in metallo, ottone e oro. «Penso in particolare ai modelli realizzati da Ico Parisi per Mim, con telaio in legno e interni in metallo piegato. Anche Stilnovo, storica azienda milanese di design, ha commissionato pezzi di particolare interesse in metallo, ottone e acciaio», prosegue l’esperto. Meritano poi una doverosa menzione i posacenere griffati Hermès, che da soli vanno a coprire una specifica nicchia di interesse. Realizzati in porcellana, oro, smalti e pelle, rappresentano un vero status simbol del collezionismo d’alta fascia. Il mercato, con i suoi listini, riflette perfettamente il valore di questi oggetti: alcuni pezzi di lusso, come quelli di G.P. Grant in gemme, lapislazzuli o cristallo, superano 60 mila euro, mentre set storici legati al Four Seasons Restaurant di New York sono stati aggiudicati all’asta per quasi 13mila dollari, a fronte di stime iniziali decisamente più basse.

«Le quotazioni sono determinate soprattutto dalla rarità dell’oggetto e dall’abilità del designer. E poi conta molto il valore dei materiali utilizzati, che oscilla nel tempo», illustra Menzani. E ancora: «In base a questi parametri, le produzioni in serie di Fornasetti, per quanto curiose e apprezzate, valgono meno di un posacenere con una tiratura più limitata firmato da Max Ingrand per Fontana Arte. Allo stesso modo, gli esemplari disegnati da Enzo Mari per Danese raggiungono cifre importanti anche a motivo della loro edizione ridotta».
Funzionalità e dimensione rappresentano un ulteriore elemento che influenza l’interesse dei possibili acquirenti. Tradizionalmente, si distinguono infatti i posacenere da tavolo, più compatti e pensati per l’uso individuale o domestico, da quelli da terra, spesso a colonna e destinati a spazi pubblici o a salotti di rappresentanza. Quest’ultima tipologia, meno comune e generalmente più elaborata dal punto di vista progettuale.

Peculiarità
Va inoltre registrata una peculiarità in grado di consolidare il valore collezionistico di questi oggetti, che in genere si conservano perfettamente nel tempo. «Se lavati e custoditi con attenzione, i posacenere si mantengono integri anche nelle parti destinate a raccogliere i residui del tabacco bruciato. Sotto questo punto di vista, gli esemplari più vulnerabili ed esposti alle abrasioni sono solo quelli con inserti in plastica realizzati tra gli anni Sessanta e Settanta», annota Menzani. E in futuro il valore storico di questi accessori è destinato con ogni probabilità ad aumentare, dal momento che la produzione di posacenere è oggi drasticamente ridotta a motivo della progressiva diminuzione dei fumatori. Dall’utilizzo comune tendono sempre più a sparire sigarette, Toscani e pipe, ma il collezionismo non si ferma: sotto la cenere, arde un tesoro in vetro, madreperla e porcellana.
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