Nel mercato delle auto usate la fiducia resta un fattore decisivo, ma per molti italiani non è più sufficiente. Secondo un nuovo sondaggio in occasione della Giornata mondiale dei diritti dei consumatori del 15 marzo, il timore di incappare in una truffa è ormai una preoccupazione diffusa tra chi si appresta ad acquistare un veicolo di seconda mano.
Il 43% degli intervistati da Carfax dichiara di essere molto preoccupato per possibili raggiri legati all’acquisto di un’auto usata, mentre un ulteriore 40% si dice abbastanza preoccupato. Solo il 18% afferma di non temere particolarmente questo tipo di rischio. La diffidenza non nasce solo da una percezione astratta. Quasi un intervistato su quattro racconta di aver già avuto un’esperienza diretta con una truffa nel processo di acquisto.
Analizzando la situazione più da vicino si scopre che il 14% degli intervistati segnala episodi considerati minori, come il pagamento per report falsi sulla storia del veicolo, chilometraggi alterati o danni non dichiarati. Il 10% riferisce invece casi più seri, tra cui annunci inesistenti, truffe legate alla caparra, veicoli con vincoli non dichiarati o chilometraggi fortemente manomessi. In alcuni casi si tratta addirittura di auto rubate o con numero di telaio (VIN) clonato, una pratica che rende particolarmente complessa la verifica della reale identità del veicolo.
“Nel mercato dell’auto usata la fiducia è fondamentale, ma non può basarsi solo sulla parola del venditore”, osserva Marco Arban, direttore del Business development Europa di Carfax. “Controllare sempre la storia di un veicolo prima dell’acquisto è uno dei modi più efficaci per evitare brutte sorprese. Avere accesso a informazioni affidabili permette ai consumatori di prendere decisioni consapevoli e contribuisce a rendere il mercato dell’usato più trasparente e sicuro per tutti”.
Non sorprende quindi che gli acquirenti stiano diventando più cauti: il 64% degli intervistati afferma che è molto probabile che verifichi documenti e storico del veicolo prima di comprare, mentre il 25% dice che lo farebbe con buona probabilità.
L’azienda ha analizzato 250 mila veicoli verificati sul sito italiano nel 2025. Ciò che ne è emerso è che le auto controllate hanno un’età media di 9 anni e 117 mila chilometri medi. Ma il dato più preoccupante riguarda la presenza di elementi critici nella storia dei veicoli: il 49% presenta almeno un evento di rischio. Tutte queste rappresentano informazioni che, se non verificate prima dell’acquisto, possono incidere significativamente sul valore reale dell’auto e sulla sicurezza dell’operazione.
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