Il cda di Iren ha approvato il bilancio 2025. Il margine operativo lordo (Ebitda) ha mostrato un incremento, attestandosi a 1.353 milioni di euro (+6%), l’utile netto ha raggiunto i 301 milioni di euro (+12%) e gli investimenti tecnici sono cresciuti del +12%, arrivando a 925 milioni di euro. Le performance positive sono state trainate dalla crescita organica, dal consolidamento anticipato di Egea e dall’esecuzione del piano di sinergie in linea con le attese.
Prospettive positive per il 2026 sostenute da scelte strategiche di maggior focalizzazione ed efficienza che rafforzano la resilienza del gruppo e hanno contribuito, già nel 2025, al raggiungimento di una quota del 74% dell’Ebitda proveniente da attività regolate e semi-regolate.
Il dividendo
Proposta di dividendo in crescita del +8% rispetto all’anno precedente e pari a 13,86 centesimi per azione con un pay-out pari a circa il 60%, in linea con le previsioni di Piano Industriale.
Raccolta differenziata pari al 70,5%, in crescita di 1,1 punti percentuali rispetto al 2024. Perdite idriche pari a circa il 31%, in linea con il risultato dello scorso anno a valle dell’ampliamento di perimetro
Il numero complessivo dei dipendenti del gruppo a fine 2025 era pari a oltre 11.900 persone, con
un incremento di quasi 600 nel corso dell’anno.
I vertici
Il ceo e direttore generale Gianluca Bufo ha dichiarato: “Guardiamo al 2026 con fiducia, facendo leva su un modello industriale focalizzato ed equilibrato, in grado di garantire stabilità anche in contesti volatili grazie al maggior sviluppo atteso nei business regolati. Prevediamo una crescita dell’Ebitda del +4%, investimenti tecnici per circa 950 milioni e il mantenimento del rapporto indebitamento finanziario netto/Ebitda a 3,1x”.
Il presidente Luca Dal Fabbro ha aggiunto: “L’integrazione di Egea sta già esprimendo risultati molto positivi (+60 milioni di euro nel 2025), contribuendo alla crescita del Gruppo e al rafforzamento della nostra piattaforma industriale. La scelta di anticipare questo consolidamento, sostenuta finanziariamente dall’emissione del bond ibrido da 500 milioni di euro, ha permesso inoltre di ottenere già nel 2025 parte delle sinergie individuate”.
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