L’adozione dell’Intelligenza Artificiale nel tessuto economico italiano somiglia oggi a una macchia di leopardo: c’è chi corre e chi osserva con cautela. Ma, come spesso accade, quando la sfida si fa complessa e bisogna scendere in campo, l’ingegno italiano trova il modo di accelerare. Durante la tappa milanese dell’Oracle World Tour, il messaggio è stato cristallino: l’IA ha resettato le aspettative, perché quello che ieri sembrava irraggiungibile, oggi è diventato la nuova normalità.
La visione di Cormac Watters: Oltre il “Cloud dei sogni”
Cormac Watters, executive vice president di Oracle, ha aperto l’evento con un bagno di realtà. In un mercato dove i venti economici soffiano forti, non c’è spazio per scorciatoie. “I clienti si aspettano tecnologia che funzioni nel mondo reale”, ha spiegato Waters.
La strategia di Oracle non punta solo sull’IA come “magia”, ma su una infrastruttura resiliente. Prima di essere intelligente, la tecnologia deve essere affidabile, sicura e veloce. La vera novità? Il rilascio di 22 nuovi agenti IA: non semplici chatbot, ma applicazioni capaci di ragionare, produrre risultati ed eseguire azioni concrete al posto dell’utente, scalando i processi aziendali.
Casi studio: l’intelligenza artificiale alla prova dei fatti
L’evento ha dato voce a due giganti italiani che stanno trasformando i dati in valore competitivo. Da una parte c’è Sisal, con 80 anni di storia alle spalle e dal 2022 parte di Flutter Entertainment, è l’esempio perfetto di evoluzione tecnologica. Mario Martinelli, Chief technology officer della società, ha descritto una crescita esponenziale: da un milione di clienti unici all’anno a 2,4 milioni al mese solo online. Solo per fare un esempio, ogni partita può avere tremila scommesse diverse con quote che cambiano in millisecondi. Gestire questa mole di dati richiede un controllo totale. Sisal sta usando l’IA sia per gestire queste giocate, sia per un obiettivo etico ambizioso: ridurre a zero i giocatori problematici entro due anni grazie a sistemi di monitoraggio predittivo.
Dall’altra parte, Unicredit sta utilizzando Oracle per ridisegnare tutti i processi. Per Gabriele Chiesa, cto della Banca, il percorso di Unicredit è iniziato quattro anni fa con la semplificazione interna e il ritorno delle competenze tecnologiche in house. E se l’adozione degli strumenti di IA è stata naturale per i dipendenti (già abituati a usarla nel privato), la vera sfida è il ridisegno dei processi. Le nuove tecnologie, infatti, non servono solo a fare le stesse cose più velocemente, ma a fare cose nuove in modo diverso.
Analisi di mercato: tra luci e ombre
Nonostante l’ottimismo tecnologico e il fatto che il 70% dei clienti stia già sperimentando l’IA internamente, il mercato finanziario resta cauto. Anche perché, guardando ai dati di Borsa, solo negli ultimi sei mesi, nonostante gli ingenti investimenti e la solidità della visione tecnologica, il titolo Oracle ha registrato una flessione importante di oltre il 46%. Questo dato sottolinea una tensione tipica di questa fase storica: l’enorme costo dell’innovazione e delle infrastrutture contro la richiesta di ritorni immediati da parte degli investitori.
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