All’indomani della disfatta contro la Bosnia e dall’eliminazione ai playoff per i Mondiali 2026, il sistema calcio italiano si ritrovato davanti a una crisi strutturale. La terza mancata qualificazione consecutiva alla Coppa del Mondo apre difatti una fase che impone profonde riflessioni e un’immediata spinta al cambiamento più radicale. Inevitabilmente, il tema riguarda anche la guida tecnica della Nazionale.
Gennaro Gattuso, chiamato a raccogliere una sfida già compromessa, non è riuscito nell’impresa e lascia intendere che il suo ciclo sia destinato a chiudersi. Il tema della successione diventa quindi prioritario, anche in chiave di stabilità istituzionale e rilancio sportivo.
Le prime indicazioni arrivano dal mercato delle scommesse, spesso sensibile termometro delle aspettative. Secondo le rilevazioni degli operatori, il quadro appare definito da un duello che guarda al passato recente: Antonio Conte e Roberto Mancini.
Il primo è indicato come favorito netto, con una quota di 3,50, segnale di una fiducia diffusa nella sua capacità di ricostruire identità e competitività in tempi rapidi. Mancini, già artefice del trionfo europeo del 2021, si colloca in seconda posizione, con quotazioni comprese tra 5,00 e 6,00.
In un contesto che sembra privilegiare soluzioni già sperimentate, riemerge persino – in chiave più simbolica che reale – il nome di Gian Piero Ventura, la cui quota a 500,00 fotografa più un paradosso addirittura una provocazione, più che una concreta possibilità.
Accanto ai favoriti, il mercato segnala una serie di opzioni intermedie che riflettono diverse visioni strategiche. Massimiliano Allegri, attualmente al Milan, è proposto a 7,50 e rappresenterebbe una scelta di alto profilo tecnico ma complessa sul piano contrattuale.
Simone Inzaghi, reduce da un’esperienza in Arabia Saudita, oscilla tra 9,00 e 10,00, mentre Daniele De Rossi si attesta a quota 8,00, incarnando una possibile linea di continuità generazionale. Non è esclusa del tutto una momentanea permanenza di Gattuso, valutata a 10,00, ipotesi che indicherebbe una volontà di evitare ulteriori scossoni nel breve periodo. Tra i tecnici liberi, emergono i nomi di Enzo Maresca (15,00) e Stefano Pioli (16,00), mentre Carlo Ancelotti, oggi impegnato con il Brasile, è quotato a 10,00 in caso di separazione post-Mondiale.
Più marginale, almeno allo stato attuale, l’opzione di un commissario tecnico straniero. Le quote riflettono la natura altamente improbabile di questa strada: José Mourinho e Pep Guardiola sono indicati a 200,00, Jürgen Klopp e Cesc Fabregas a 100,00.
Il tempo delle soluzioni tampone sembra esaurito. Ora serve una visione. E, soprattutto, una scelta capace di reggere il peso di un Paese che, ancora una volta, si scopre fuori dal palcoscenico più importante.
© Riproduzione riservata