La cosmesi è sempre più un affare maschile. Il mercato della skincare, cioè della cura della pelle, da uomo ha superato in Italia i 141 milioni di euro. Oggi, come evidenzia il monitor di EngageMinds Hub, centro di ricerca dell’Università Cattolica, circa il 19% degli uomini, vale a dire quasi uno su cinque, utilizza prodotti anti-aging, creme e sieri. Un dato che, fino a pochi anni fa, sarebbe sembrato improbabile e che evidenzia un cambiamento culturale in atto in grado di ridisegnare l’industria beauty.
Nuove abitudini, percezioni e soprattutto consumi che creano business. Secondo le stime internazionali, il mercato globale della skincare maschile è destinato a raggiungere i 28 miliardi di dollari entro il 2031, con un tasso di crescita media annuo di circa il 10%. A guidare questa crescita non sono solo i più giovani, influenzati dai social media, ma anche gli uomini over 40, che da consumatori passivi – spesso influenzati o guidati dagli acquisti delle partner – diventano sempre più spesso protagonisti consapevoli in cerca di prodotti specifici e ingredienti mirati.
Eppure, il mercato non sembra ancora del tutto pronto ad accoglierlo. “Il paradosso è che, nonostante i numeri parlino di una crescita costante, l’uomo si sente ancora un ospite nel mondo del beauty”, afferma Oscar Townshend, co-fondatore di SerlinoLab, impresa italiana della cosmesi maschile, indicando la barriera dello scaffale. Profumerie e beauty store sono ancora progettati, nella maggior parte dei casi, per un pubblico femminile. Layout, colori, linguaggi, perfino l’esperienza d’acquisto comunicano implicitamente a chi sono destinati quei prodotti.
Leggi anche:
1. Segreti di bellezza: dalla Brianza all’Asia il gigante Intercos vale oltre un miliardo
2. Nella trousse si fan largo biotech, IA e medicina
© Riproduzione riservata