I Paesi del Golfo sono al lavoro per riprendere le esportazioni attraverso lo stretto di Hormuz: subito dopo la tregua fra Iran e Usa i produttori mediorientali hanno chiesto alle raffinerie asiatiche di presentare programmi di carico di petrolio greggio per aprile e maggio, in previsione della ripresa del traffico marittimo.
Giovedì sei navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz, secondo i dati di Marine Traffic: due petroliere, tre navi da carico e una nave cisterna di rifornimento. Mercoledì erano state cinque, ma nessuna petroliera o nave cisterna per prodotti chimici o gas liquefatto.
L’Arabia Saudita
Fonti riservate hanno detto a Reuters che Saudi Aramco, principale produttore mondiale, ha chiesto ai suoi clienti di presentare richieste per le merci in partenza ad aprile e maggio dai porti non solo di Yanbu ma anche di Ras Tanura, che era rimasto tagliato fuori a causa del conflitto.
L’unico porto disponibile prima della tregua era quello di Yanbu, dove il greggio riusciva ad arrivare grazie all’oleodotto Est-Ovest che però nei giorni scorsi è stato danneggiato dall’attacco di un drone, provocando un crollo della sua capacità di trasporto di circa 700.000 barili al giorno.
Le raffinerie
Non si è trattato dell’unico attacco contro siti produttivi e infrastrutture energetiche subito dall’Arabia Saudita, con danni che hanno ridotto le capacità produttive di Riad di 600.000 barili al giorno.
Colpiti anche il giacimento petrolifero di Manifa e l’impianto di Khurais. Non si sa ancora quanto tempo servirà per riportarli ai livelli normali.
Per quel che riguarda le raffinerie, danni all’impianto Satorp di Junail (a Ras Tanura), alla raffineria Samref di Yanbu e a quella di Riad, cosa che sta influenzando l’export di prodotti lavorati. Anche gli impianti di lavorazione a Ju’aymah sono stati colpiti da incendi, con ripercussioni sulle esportazioni di Lng.
Kuwait e Iraq
Pronti a ripartire con l’export anche Kuwait e Iraq, due degli Stati più danneggiati dalla chiusura di Hormuz. Kuwait Petroleum Corp ha fornito le date di carico per il Kuwait Export Crude (Kec) venduto con formula Fob (ovvero franco a bordo, una formula che stabilisce il punto esatto in cui i costi e i rischi della merce passano dal venditore all’acquirente) ad aprile.
E anche la compagnia petrolifera statale irachena Somo ha chiesto ai suoi clienti di presentare i programmi di carico.
Le Borse
Sui mercati, avvio in calo per il gas: ad Amsterdam le quotazioni sono scese del 2,8% a 44,90 euro al megawattora. In lieve rialzo le quotazioni dei futures petroliferi sui principali hub internazionali. A metà giornata le quotazioni sul Brent si attestano intorno ai 96,7 dollari al barile, in rialzo dello 0,9%, mentre quelle sul Wti viaggiano a 98,8 dollari al barile (+1,06%).
La corsa tra le raffinerie europee e asiatiche per accaparrarsi carichi di petrolio ieri ha spinto i prezzi del barile del Mare del Nord a livelli record. Il Forties Blend, un indicatore del petrolio con consegna immediata, ha toccato quasi 147 dollari al barile giovedì.
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