Borsa Italiana è in pancia ad Euronext dal 2021, quando venne strappata al London Stock Exchange per 4,3 miliardi di euro, divenendo negli anni un motore chiave della crescita dei ricavi del gruppo grazie ai solidi numeri legati ai canali di trading. Se Parigi e Amsterdam restano hub chiave per l’azionario, Milano si distingue sempre più come polo europeo del reddito fisso. Il fiore all’occhiello di Borsa Italiana è infatti l’Mts (Mercato Telematico dei Titoli di Stato), principale piattaforma elettronica europea dedicata alla negoziazione di titoli obbligazionari, in particolare i Btp italiani ma anche altri debiti sovrani dell’area Euro.
Il sistema Mts è il “cuore” dove si forma il prezzo dei titoli di Stato tra grandi operatori e spicca come l’asset più dinamico e strategicamente rilevante del gruppo Euronext; istituito nel 1988 e privatizzato dieci anni dopo, gli scambi sull’Mts sono gradualmente esplosi negli ultimi anni superando i 54 miliardi di euro di scambi giornalieri a inizio 2026, il 6,6% in più rispetto a un anno prima. Scambi quasi quadruplicati rispetto a solo quattro anni fa quanto stazionavano a quota 14 miliardi. Il volume medio giornaliero di Mts Repo ha invece raggiunto 556,3 miliardi (+19%). Lo scorso anno MTS, che vede Borsa Italiana azionista principe con una quota superiore al 63%, ha registrato una crescita robusta in termini di volumi, con il mercato cash interdealer in aumento del 43,7% e BondVision in crescita del 60%.
Dal bilancio di Euronext emerge che nel quarto trimestre dello scorso anno i ricavi da trading e clearing sul fixed income sono saliti a 46,3 milioni (+11% annuo), sostenuti in particolare dalla crescita a doppia cifra dei volumi Mts Cash e dall’espansione del segmento dealer-to-client, sempre più rilevante per attrarre investitori internazionali. Questo andamento si inserisce in un quadro più ampio di rafforzamento del business obbligazionario: l’area Ficc (fixed income, valute e commodity) ha raggiunto 342,8 milioni su base annua, avvicinandosi per dimensioni al comparto azionario.
Gli altri pilastri
Un altro pilastro della Borsa milanese è il segmento obbligazionario retail, il MOT, tra i più sviluppati in Europa per scambi su titoli di Stato e obbligazioni societarie, con elevati livelli di liquidità anche su strumenti tradizionalmente meno trattati altrove. A fine 2025 erano 1.727 gli strumenti quotati sul Mot, tra cui i vari Btp Valore e Btp Italia che nell’ultimo anno hanno raccolto quasi 40 miliardi di euro e oltre un milione di contratti nelle fasi di collocamento.
Oltre al fixed income, Borsa Italiana porta in dote al gruppo le strutture di post-trading come Euronext Securities Milan (l’ex Monte Titoli) ed Euronext Clearing che serve tutte le geografie del gruppo. In generale a livello di scambi azionari la Borsa Italiana presenta un controvalore medio giornaliero si è attestato a 3,5 miliardi di euro, in crescita del 31,1 per cento rispetto al 2024, con oltre 370 mila contratti medi al giorno (+22,8%). Si tratta del livello più elevato dalla crisi finanziaria del 2007-2008.
Azioni ed Etf
A fine 2025 Borsa Italiana annoverava 411 società quotate, di cui 199 sul listino principale Euronext Milan e 212 su Euronext Growth Milan, sul quale lo scorso anno sono arrivare 21 nuove società quotate, con una capitalizzazione aggregata di 516,3 milioni al momento dell’Ipo. La capitalizzazione totale delle società presenti in Piazza Affari supera i mille miliardi, pari a oltre il 47% del Pil, uno dei livelli più bassi tra quelli dei principali mercati europei e in tal senso l’attuale governo ha adottato misure legislative per alleviare i colli di bottiglia nei mercati dei capitali nazionali e rafforzare la competitività di Milano.Grande rilevanza ha infine anche il mercato degli Etf, ovvero il segmento ETFplus, che negli ultimi anni ha registrato una crescita sostenuta sia in termini di volumi sia di strumenti quotati che sono ormai oltre 2.200 con un controvalore medio giornaliero di 609 milioni, in crescita del 44,9% sul 2024, e il totale degli scambi che nel corso del 2025 ha superato i 150 miliardi. Le masse gestite sull’EtfPlus sono salite al livello record di oltre 190 miliardi nel primo mese del 2026. Lo scorso anno gli afflussi netti erano stati pari a 20,8 miliardi.
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