La stagione turistica è appena iniziata ma ha già fornito per quanto riguarda l’Italia indicazioni nettamente positive. Un report appena pubblicato (Italia oltre l’overtourism: il turismo di prossimità ridisegna le nuove mete del 2026), a cura del Centro di ricerca divulgativo di Rome Business School, rileva infatti che il turismo italiano sta uscendo dalla fase di rimbalzo post-pandemica per entrare in una stagione più matura. La crescita però è selettiva, e premia i territori che sanno costruire un’identità propria.
È prevedibile dunque che saranno come minimo eguagliati, ma certamente superati, i risultati dello scorso anno, quando l’impatto del turismo sul Pil era stato pari a 237,4 miliardi di euro. Le presenze nel 2025 sono cresciute del 2,3%, arrivando a 476,9 milioni, con i turisti italiani in leggera flessione, mentre la componente straniera è aumentata vistosamente, con 255 milioni di arrivi dall’estero nei primi undici mesi dell’anno. Per il 2026 le stime di Demoskopika prevedono 478,6 milioni di presenze.
Enav
La società gestisce il traffico aereo civile in Italia, dalle Torri di controllo di 45 aeroporti ai quattro centri di controllo di area. Con circa 4.500 dipendenti, l’azienda fornisce ai propri clienti, vale a dire le compagnie aeree che operano in Italia, i servizi alla navigazione aerea. Enav partecipa inoltre alle attività di ricerca e sviluppo coordinandosi con gli organismi di controllo nazionali e internazionali del settore, contribuendo così alla realizzazione del programma di armonizzazione della gestione del traffico aereo in tutta l’Unione europea. Non solo. Enav è anche impegnata a sostenere l’ambiente attraverso la costante ottimizzazione delle rotte, grazie alla quale è possibile ridurre i consumi degli aerei, oltre a promuovere l’utilizzo di fonti alternative che migliorano l’efficienza delle proprie infrastrutture.
Il titolo della società, quotato a Piazza Affari, valeva nei giorni scorsi 5,2 euro per azione, in crescita di oltre il 23% rispetto a un anno fa. Alla vigilia della comunicazione dei risultati finanziari del primo trimestre di quest’anno le principali banche d’affari avevano espresso giudizi positivi sul titolo. Ultima in ordine di tempo, il 20 aprile scorso Ubs aveva confermato la raccomandazione «buy» e alzato il target price a 5,85 euro per azione.
Aeroporto Guglielmo Marconi
Il titolo, quotato a Piazza Affari nel segmento Star, scambia in area 9 euro, in crescita dell’8% circa rispetto alla quotazione di un anno fa. La società si occupa della gestione dell’aeroporto internazionale di Bologna. Il fatturato deriva per il 42% dai servizi aeroportuali (in particolare traffico aereo e gestione dei terminal) e per il 31% dai servizi a terra (gestione di parcheggi, vendita di spazi pubblicitari, servizi ai passeggeri, gestione di negozi e ristoranti). Lo sviluppo e la gestione in concessione copre infine il 24% dell’attività.
Lo scorso 20 maggio Mediobanca aveva alzato il proprio giudizio (portandolo a «neutral» dal precedente «underperform», farà peggio del mercato), confermando nel contempo a 8,7 euro l’obiettivo di prezzo. In precedenza (20 marzo) Intesa Sanpaolo si era espressa con l’ identico giudizio, ma aveva ridotto a 9,2 euro il target price. L’analisi tecnica di Teleborsa mostra attualmente una fase di mercato prevalentemente neutra, con gli indicatori di breve e medio periodo che oscillano senza una direzione definita.
Toscana Aeroporti
Sede a Firenze, la società gestisce l’Aeroporto di Firenze Peretola e l’Aeroporto di Pisa San Giusto. Quotata a Piazza Affari, comunicherà il preconsuntivo semestrale al termine del cda convocato per il prossimo 30 luglio. Il primo trimestre 2026 si era chiuso con ricavi totali consolidati di 27,8 milioni di euro, in crescita dell’8% rispetto ai 25,7 milioni registrati nello stesso periodo del 2025. A livello di gruppo si registra tuttavia una perdita di 1,6 milioni, in peggioramento rispetto al rosso di 0,8 milioni di euro del primo trimestre 2025.
L’analisi tecnica di Teleborsa indica un primo supporto a 18,53 euro e un secondo a 18,42 euro e colloca la prima resistenza a 18,78 euro e la seconda a 19,03 euro.
Destination Italia
Agenzia di viaggi online, offre soggiorni e viaggi su misura in Italia attraverso l’organizzazione “Destination Italia” che riunisce più di mille tour operator e agenzie di viaggio in tutto il mondo, oltre a operare attraverso la piattaforma dedicata ai viaggi di lusso “Sono Travel Club”. Il titolo, quotato a Piazza Affari, passa di mano a quota 0,24 euro, in calo del 52% rispetto a un anno fa.
Il più recente giudizio («add», aggiungere al portafoglio, con target price di 1,2 euro) risale al 28 aprile scorso ed è firmato da Kt&Partners. L’analisi tecnica di Teleborsa è a sua volta improntata all’ottimismo: lo scenario che si prospetta per il titolo – spiega in proposito una nota dell’agenzia – risulta essere fortemente appetibile per coloro che sono altamente orientati a realizzare ingenti guadagni, seppur consapevoli dell’elevato grado di rischio che l’investimento comporta. Confermato l’interesse sul titolo da parte del mercato, con volumi giornalieri superiori rispetto a quelli della media mobile.
I Grandi Viaggi
Fondata nel 1931, la società ha 450 dipendenti e si occupa della gestione di villaggi turistici, oltre a svolgere l’attività di tour operator, attraverso tre divisioni commerciali: Villages of Property, Mar-keted Villages e Tour Operator. La divisione Villages of Property rappresenta l’attività principale, che consiste nella gestione e commercializzazione di alberghi di proprietà. La divisione Marketed Villages si dedica invece alla commercializzazione di soggiorni in alberghi di proprietà di terzi. La divisione Tour Operator, infine, organizza escursioni e crociere. La società offre pacchetti turistici sia in Italia sia verso destinazioni europee, gli Usa e l’Oriente, direttamente e attraverso società controllate o affiliate.
Il titolo, quotato a Piazza Affari dal luglio 1998, veniva scambiato nei giorni scorsi intorno ai 2,2 euro per azione, in crescita di circa il 30% rispetto a un anno fa. Nel primo trimestre dell’esercizio 2025/2026 (la società chiude il bilancio il 31 ottobre) ha realizzato ricavi per 9,15 milioni di euro, in crescita dell’8,4% rispetto agli 8,44 milioni registrati nello stesso periodo dell’esercizio precedente. Il risultato netto è risultato però negativo per 2,16 milioni, di poco superiore alla perdita di 2,12 milioni registrata nel corrispondente periodo dell’anno precedente.
In attesa dell’approvazione della relazione semestrale da parte del consiglio di amministrazione (già convocato per il prossimo 30 giugno) gli analisti hanno temporaneamente sospeso ogni giudizio. L’ultima valutazione («neutral»), da parte di Banca Akros, risale infatti al 21 ottobre 2025 ed è accompagnata dall’indicazione di un target price di 2,3 euro.
Quanto all’analisi tecnica, secondo Teleborsa (che indica un primo supporto di 2,193 euro e un secondo di 2.167 euro, mentre le resistenze sono fissate a 2,273 euro e 2,353 euro), la tendenza a una settimana è più fiacca rispetto all’andamento dell’indice di riferimento. Il che potrebbe innescare opportunità di vendita del titolo da parte del mercato.
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