L’Italia, secondo Eurostat, si colloca al ventesimo posto tra i Paesi dell’Unione per il corretto riciclo dei rifiuti elettronici. Eppure nelle aziende europee la transizione verso dispositivi più sostenibili è già iniziata, ma resta incompiuta. Su 1.250 manager IT in quattro Paesi, il 43,2% dei dispositivi aziendali è già dotato di batterie sostituibili. Ma solo il 32,5% dei budget IT viene destinato alla loro gestione e sostituzione. Non solo: appena il 52,3% dei responsabili IT ha obiettivi chiari sulla sostenibilità dei dispositivi mobili.
Lo rivela una ricerca di Soti, che svela un disallineamento che rischia di diventare critico alla luce dell’entrata in vigore della nuova normativa europea sulle batterie già operativa dal 2024 e destinata a dispiegare pienamente i suoi effetti entro il 2027. Il provvedimento introduce requisiti lungo tutto il ciclo di vita delle batterie – dalla progettazione al riciclo – e impone, entro il prossimo anno, la commercializzazione nell’Unione Europea di dispositivi mobili con batterie sostituibili.
L’Italia ha recentemente compiuto un passo decisivo: il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo di adeguamento alla normativa europea. Una mossa che riduce i margini di attesa per le imprese e rende più urgente colmare il divario tra tecnologie disponibili e capacità di implementazione. Il ritardo appare ancora più significativo se inserito nel contesto ambientale globale. Secondo il Global E-Waste Monitor delle Nazioni Unite, i rifiuti elettronici raggiungeranno gli 82 milioni di tonnellate entro il 2030. In Europa, due terzi dei RAEE non vengono raccolti correttamente.
Le inefficienze si manifestano in modo evidente nei principali comparti economici: nella sanità il 34% delle organizzazioni italiane sostituisce le batterie con programmi fissi, senza considerare il loro stato reale.
Nel Retail il 29% delle imprese interviene solo in caso di guasto e nei trasporti e nella logistica per il 20% dei lavoratori, batterie inefficienti sono tra le principali cause di ritardi operativi.
Secondo la ricerca, per allinearsi alle nuove esigenze normative e operative, emergono cinque direttrici strategiche. Ad esempio, le batterie intelligenti consentono di raccogliere dati su cicli di carica, capacità residua e stato di salute, abilitando decisioni più mirate. Le piattaforme di Enterprise Mobility Management permettono il monitoraggio in tempo reale, riducendo le sostituzioni premature. L’analisi dei dati consente di anticipare i guasti, migliorando continuità operativa e pianificazione dei costi.
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